«1969 ACHILLE IDOL REBIRTH - Achille Lauro» la recensione di Rockol

'Vi sto trollando di nuovo': ad Achille Lauro non c'è mai fine

Continuiamo a stare al (suo) gioco, perché alla fine in un modo o nell'altro si fa volere bene e risulta simpatico, e siamo fiduciosi che sotto le provocazioni, le trovate e i suoi capricci qualcosa di buono c'è. Sperando di non restare delusi.

Recensione del 30 set 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Mentre scriviamo questa recensione, questo album è già vecchio, un progetto che appartiene al passato. Sabato sera, appena un giorno dopo l'uscita del disco, sul palco del MediTa festival di Taranto Achille Lauro si è tolto di dosso gli abiti dell'aspirante rockstar che era tornato ad indossare negli scorsi giorni annunciando l'uscita del repack di "1969" - citando Billy Idol - e ha presentato al pubblico un nuovo alter ego. L'ennesimo, dopo le varie trasformazioni a cui ha abituato il pubblico negli ultimi due anni spostandosi da un progetto all'altro senza soluzione di continuità, dalla samba-trap di "Pour l'amour" al disco tributo alle hit da discoteca degli Anni '90, passando per gli echi pop-punk di "Rolls Royce" e dell'intero "1969", operazioni curiose e bizzarre ma anche molto contestate. Ora il cantante romano non si diverte più a fare la regina della notte, come in "1990", omaggiando La Bouche, Corona, Alexia e dintorni. Torna a citare nelle sue canzoni i Doors, Amy Winehouse, Billie Joe Armstrong, Elvis, icone di stile e di una vita di eccessi, la stessa che Achille dice di sognare nelle canzoni di "1969", ma nel frattempo gioca a fare l'interprete elegante e raffinato che riarrangia le sue canzoni in chiave sinfonica e si fa accompagnare sul palco da un'orchestra di quaranta elementi, proprio come è successo nel fine settimana a Taranto, anticipazione di un'operazione più articolata che sarà portata avanti nei prossimi mesi. A Lauro non c'è mai fine, insomma.

"1969 - Achille Idol Rebirth" suona come un funerale e al tempo stesso una rinascita. L'ultimo disco pubblicato dal cantante con Sony prima della rottura che lo ha visto firmare un nuovo contratto con la Warner dopo la partecipazione al Festival di Sanremo dello scorso febbraio con "Me ne frego" torna ora nei negozi per Elektra Records - l'etichetta controllata da Warner di cui il cantante è diventato direttore creativo, per l'Italia: i master delle canzoni di "1969" sono sempre stati di Lauro De Marinis, ci tiene a far sapere tramite il suo ufficio stampa - con gli stessi pezzi dell'edizione originale e qualche traccia bonus.

Niente inediti, però, solo cose già uscite negli ultimi tempi e ora raccolte in un disco. Come la stessa "Me ne frego" (per la cronaca: le passerelle sanremesi di Lauro sono già culto, ma hanno inevitabilmente fagocitato la canzone, che quanto ad ascolti in streaming e a visualizzazioni su YouTube ha totalizzato numeri esigui se confrontati con quelli di Elettra Lamborghini, Pinguini Tattici Nucleari, Gabbani, Fasma e del vincitore Diodato - 21,3 milioni di ascolti su Spotify contro i 38,4 della canzone di Fasma, la più ascoltata tra le sanremesi; e appena 1,4 milioni di visualizzazioni per il video ufficiale, contro i 52 milioni di quello di Gabbani, il più visto su YouTube). E poi "Maledetto lunedì" (era originariamente contenuta in "Zerosei", il disco di Frenetik&Orang3, tra i suoi principali collaboratori, uscito all'inizio dell'anno), la ballatona simil-vaschiana "16 marzo" (che la scorsa primavera, in pieno lockdown, ha anticipato l'uscita dell'omonimo libro, seconda prova editoriale di Lauro in meno di un anno e mezzo dopo "Sono io Amleto"), il singolo estivo "Bam bam twist" (tra Tarantino e Dick Dale), il duetto con Fiorella Mannoia su "C'est la vie" già proposto all'inizio del mese ai Seat Music Awards e "Maleducata" (dalla colonna sonora di "Baby" 3 su Netflix).

Se il giudizio sul disco in sé rimane quello dello scorso anno, quando da queste parti avevamo riconosciuto ad Achille Lauro il merito di aver provato a portare la sua musica a un altro step, cercando di dare dignità alla trap attraverso i l'immaginario e i suoni del pop-rock (al Concerto del Primo Maggio pochi giorni dopo l'uscita di "1969" si presentò accompagnato da una superband composta dai musicisti di Ligabue, Bluvertigo e Le Vibrazioni, oltre che da Boss Doms, oggi presissimo dalla sua carriera solista), l'operazione più in generale - annunciata in pompa magna con post sui social e varie anticipazioni - rischia invece di far alzare il sopracciglio: "Il mio tempo è compiuto. Quello che sono stato non sarò più. Quello che ero morirà con me. Ho vissuto chiedendo aiuto attraverso le mie preghiere. Le mie preghiere sono diventate poesie. Le mie poesie sono diventate opere che inneggiano all’essere liberi. Non è più tempo di sopravvivere come una volta. È tempo di morire ora per rinascere in una nuova identità", scrive Lauro, con la solita passione con cui da un po' annuncia le sue mosse. Tradotto (per semi-citarlo): vi sto trollando di nuovo.
Continuiamo a stare al (suo) gioco, allora, perché alla fine in un modo o nell'altro si fa volere bene e risulta simpatico, e siamo fiduciosi che sotto le provocazioni, le trovate, le mosse avventate e i suoi capricci qualcosa di buono c'è. E che prima o poi Achille troverà il modo di sorprenderci. Ma sorprenderci davvero.

TRACKLIST

04. Rolls Royce (feat. Boss Doms, Frenetik&Orang3) (02:53)
05. C'est la vie (feat. Fiorella Mannoia) (03:12)
06. Me ne frego (03:41)
08. Maledetto lunedì (feat. Achille Lauro) (04:20)
16. C'est la vie (03:13)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.