Sì, Achille Lauro è tornato al punk-rock

Mossa dopo mossa, singolo dopo singolo, il rischio della sovraesposizione si fa sempre più concreto, ma l'artista capitolino non sembra curarsene. Esce una nuova canzone, e l'abbiamo ascoltata.

Sì, Achille Lauro è tornato al punk-rock

Seduce i generi - o si fa sedurre - e li abbandona, passando da uno stile ad un altro, poi un altro e poi un altro ancora, come se fossero bambole con cui giocare, come una bambina viziata e capricciosa che non si accontenta mai di nulla. Senza soluzione di continuità e senza temere il rischio della sovraesposizione, che mossa dopo mossa, singolo dopo singolo, si fa sempre più concreto (a lui e ai suoi collaboratori sembra interessare più continuare a battere il ferro finché caldo): solo totale libertà, soprattutto quella di tornare sui suoi passi, magari anche contraddicendosi.

Se pensavate che la fase punk-rock di Achille Lauro fosse finita con "1969", l'album di "Rolls Royce" uscito lo scorso anno, promosso per pochi mesi e poi accantonato per la svolta elettropop di "1990" e "Me ne frego", beh vi sbagliavate di grosso. A sorpresa, l'artista - vuole che lo si chiami così, perché le etichette di trapper, rapper e cantante non gli piacciono - subito dopo l'album tributo alla dance degli Anni '90 ha deciso di rispolverare l'ultimo progetto inciso per Sony Music prima della chiacchierata rottura con l'etichetta che lo ha lanciato e il passaggio a Warner, ripubblicando l'album con nuovi brani oltre a quelli già inclusi nell'edizione originale. Tra questi c'è anche "Maleducata", che uscirà ufficialmente venerdì (mentre per il disco bisognerà aspettare la prossima settimana) e che è presente anche nella colonna sonora della terza ed ultima stagione di "Baby", la serie Netflix ispirata al caso di cronaca delle baby squillo dei Parioli, a Roma, che tanto fece discutere l'opinione pubblica nel 2013, disponibile da oggi sulla piattaforma. La si può ascoltare alla fine del video che trovate qui sotto:

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Chitarroni graffianti, basso e batteria: in un attimo Lauro spazza via le sonorità di "1990", l'azzardato progetto che lo ha visto omaggiare la colonna della sua infanzia, i successi da discoteca che negli Anni '90 conquistarono le classifiche internazionali, da La Bouche a Corona passando per Alexia. E torna all'ormai iconica esibizione in piazza San Giovanni che l'anno scorso - di cose ne sono successe, nella carriera di Achille e fuori, che sembrano passati decenni - lo ha visto esibirsi sul palco del Concertone del Primo Maggio con una superband composta da Federico Poggipollini (storico chitarrista di Ligabue), Sergio Carnevale (già batterista dei Bluvertigo), Garrincha (il bassista de Le Vibrazioni), oltre a Boss Doms, anche se di fatto di quella formazione qui non c'è nulla. Neppure Boss Doms (fino a pochi mesi fa lui e Lauro erano praticamente uno l'alter ego dell'altro - poi si sa come vanno le cose: gli anni passano, gli amori finiscono, le band si sciolgono senza un perché, cantava qualcuno), che della svolta punk-rock di "1969" - e prima di quella samba-trap - era stato l'artefice e che ora ha deciso di dedicare le sue energie a progetti come solista. Affidando a Gow Tribe - vero nome Matteo Ciceroni - il compito di assecondare i capricci musicali dell'ex compagno di merende e di scorribande.

Nel testo, Lauro - trasformista prodigio le cui passerelle sanremesi dello scorso febbraio sono già culto - mettendosi nei panni delle protagoniste della serie riesce a cucire addosso ai personaggi interpretati dalle 22enni Benedetta Porcaroli (già star del video della sua "16 marzo", e prima ancora di quello di "Maradona y Pelé" dei Thegiornalisti) e Alice Pagani (nella vita reale è la fidanzata di Pyrex, uno dei tre componenti della Dark Polo Gang) un abito perfetto: "Sì voglio una stupida sigaretta / sì sono una stupida coniglietta / ho lasciato il cervello nella mia cameretta / sì sono cresciuta dentro una gabbietta", canta nella prima strofa. La gabbietta, per chi non avesse seguito le prime due stagioni di "Baby", è il tono di vita borghese degli abitanti dei Parioli, quartiere residenziale della Capitale - lo stile di vita dei giovani abitanti della zona, dal consumo di stupefacenti alle relazioni vissute senza alcuna forma di coinvolgimento sentimentale, fu raccontato in maniera precisa e accurata già dieci anni fa da Niccolò Contessa nella sua "I pariolini di diciott'anni", e da allora le cose non sono affatto cambiate. "Sì ti voglio sempre così davvero / fammi male ora che sto qui con te / sì l'amore sei il mio sicario / vai, ti voglio sempre così / maleducata", canta Lauro nel ritornello del pezzo, destinato ad avere vita lunga anche fuori dalla serie.

Intanto, l'artista prepara già la sua prossima mossa. Come anticipato da Rockol, a fine mese Lauro si esibirà in concerto a Taranto con una grande orchestra sinfonica per l'anteprima di un nuovo progetto che sarebbe intenzionato a portare avanti nei prossimi mesi, anche se al momento non è stato ancora annunciato un tour. Dalla serata sarà sicuramente tratto un disco dal vivo.

di Mattia Marzi

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