«THE CONCERT IN CENTRAL PARK - Simon & Garfunkel» la recensione di Rockol

Il concerto a Central Park di Simon & Garfunkel

Uno dei più belli e importanti dischi dal vivo della storia del pop rock torna in vinile

Recensione del 26 ott 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Uno dei più belli e importanti dischi dal vivo della storia del pop rock, uno dei più grandi concerti di sempre, tenuto in uno dei luoghi più belli della terra, di fronte ad una folla da record. Personalmente, uno dei primi doppi vinili di cui abbia memoria, e che sono felice di vedere ristampato in questo formato.

Al di là dei ricordi personali, è facile usare il “Concert in Central Park” di Simon & Garfunkel. Invece è la realtà: più di 35 anni dopo la sua registrazione (avvenuta il 19 settembre dell’81), poco meno di 36 anni dopo la sua pubblicazione (febbraio ’82), non ha perso una virgola del suo fascino e della sua importanza.

Ma nel 1980 era tutta un’altra storia. Fu una grande scommessa. Le carriere soliste di Paul Simon che di Art Garfunkel non funzionavano, e il “polmone verde” di New York era in declino, come la città. Il più amato duo di tutti i tempi si era di fatto sciolto all’inizio degli anni ’70, dopo poco 15 anni di storia assieme, e dopo un successo gigantesco nella seconda metà degli anni ’70. “Bridge over Troubled Water”, il loro ultimo album, sarebbe rimasto il più venduto per tre anni di fila, ’70, ’71, e ’72, e il più venduto di sempre, al tempo.

Paul Simon ha notoriamente un carattere difficile (è un eufemismo) e pure Garfunkel non scherza. Nel decennio successivo i due, dopo anni di liti, si sarebbero parlati pochissimo. Si sarebbero riuniti qualche volta. Simon, l’autore delle canzoni, ottenne un po’ di riscontro con i suoi lavori solisti - ma nulla di paragonabile agli anni  d’oro. Nel ’78 Garfunkel tornò a vivere a New York, e i due ricominciano a frequentarsi. Ma le loro carriere soliste erano in stallo.

Poco dopo, nel 1980 il promoter Ron Delsener e il responsabile dei parchi cittadini Gordon Davis ebbero un’idea: un concerto gratuito a Central Park, per celebrare e risollevare la città, anch’essa in fase di stallo economico. Delsener la propone a Simon, ipotizzando la reunion. “One trick pony”, l’ultimo disco di Simon, era andato male, e il cantante ebbe molti dubbi. Ma alla fine accettò, e con lui Garfunkel. HBO (sì, la rete che oggi produce le più belle serie , da “Il trono di spade in giù), venne coinvolta per trasmettere il concerto, e la città avrebbe incassato i profitti da merchandising e diritti TV e video.

Nella preparazione riaffiorarono le divergenze tra i due, su repertorio e arrangiamento. Garfunkel pensava ad una versione “classica” del duo, solo voce e chitarra. Simon voleva riarrangiare le canzoni, includere anche il suo repertorio solista. Ebbe la meglio quest’ultimo, che alla fine mise in piedi una band di 10 elementi: David Brown e Pete Carr (chittare), Anthony Jackson (basso), Rob Mounsey e Richard Tee (tastiere), John Eckert, John Gatchell , Dave Tofani  e Gerry Niewood (fiati), il grande Steve Gadd alla batteria.

Anche la scaletta fu opera di laboriosa contrattazione: dieci canzoni del duo, 8 di Paul Simon, una di Garfunkel, un paio di cover. Ognuno dei due cantò tre canzoni da solo.

Il risultato fu comunque musicalmente notevole, con Simon che ebbe ragione, nel riarrangiare le canzoni, e a volere una band: di fatto, molti dei classici sono diventati, in queste versioni, famosi quanto gli originali. Versioni meno minimali, ma mai eccessive. Calde e intime anche di fronte a quella folla.

Una sola settimana di annunci per la città fecero arrivare mezzo milione di persone, ben oltre le 300.000 ipotizzate. Un successo di vendite e critica: il disco arrivò al sesto posto della classifica, vendendo 2 milioni di copie in U.S.A. e qualche altro milione in giro per il mondo (quasi 1 e mezzo solo in Francia).

Il seguito, però, non fu dei migliori: i due rimasero delusi dalla loro performance. Nell’82 imbarcarono lo stesso in un tour mondiale, ma non riuscirono a incidere un disco nuovo. Il duo si sciolse, suonando insieme solo nel 1990 alla cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame. Paul Simon tenne un altro concerto a Central Park nell’estate del 1991, ma rifiutò l’offerta di Garfunkel di partecipare. Sarebbero andati ancora in tour, nel 1993 e nel 2003, quest’ultimo documentato anche da album dal vivo, “Old friends”. Ma la vera testimonianza della grandezza del duo, oltre ai dischi classici, rimane questo album dal vivo.

 

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