LA DISCOGRAFIA

Legacy (Vinile)

Voto Rockol: 4.0 / 5

di Redazione

“Io cerco di scrivere canzoni ispirandomi ai discorsi che si possono fare sui tram, in mezzo alla gente, dove ti rendi subito conto dell’andazzo”, diceva Rino Gaetano. Scomparso prematuramente nel 1981 a soli 30 anni, a causa di un incidente stradale, rivalutato a partire dagli anni ’90 fino a diventare protagonista della miniserie televisiva con Claudio Santamaria “Ma il cielo è sempre più blu”, il cantautore crotonese è più celebre oggi che in vita. Ma quanti ne conoscono il repertorio? E quanti l’hanno ascoltato in vinile? Il cofanetto “La discografia” riunisce i 33 giri pubblicati tra il 1974 e il 1980 più un disco dal vivo, il primo 45 giri “I love you Maryanna / Jaqueline” e il singolo di “Gianna / Visto che mi vuoi lasciare” col quale Gaetano andò a Sanremo nel 1978.

Per Gino Paoli, Rino Gaetano era “erede di un certo tipo di nonsense, di marinetterie, del surrealismo più antico”. Lo si intuisce fin dall’esordio del 1974, con l’album “Ingresso libero”. Secondo il suo primo discografico Vincenzo Micocci, all’epoca Gaetano si considerava solo un autore e avrebbe evitato di interpretare le proprie canzoni, di metterci la faccia. Il biglietto da visita è “Tu, forse non essenzialmente tu” dove si mischiano riflessioni di ampio respiro sulla vita e squarci di vita quotidiana. È la canzone che resterà, unitamente a “Ad esempio a me piace il sud”, interpretata da Nicola Di Bari. Non mancano le sorprese perché si è sempre limitato ad ascoltare i greatest hits di Gaetano, dalla stralunata “Ad 4000 D.C.” fino ai riferimenti a spinelli e allucinogeni di “A Khatmandu”.

Nel secondo album “Mio fratello è figlio unico” Gaetano mette a fuoco la scrittura. È il 1976. Accompagnato da un bel cast di musicisti tra cui Arturo Stalteri (dal pianoforte, al Moog passando per Hammond e clavicembalo) e Luciano Ciccaglioni (chitarra, banjo, mandolino), con i cori delle Baba Yaga, le voci femminili presenti anche in “Come è profondo il mare” di Lucio Dalla, Gaetano fiorisce e lo si capisce dalla title track, da “Sfiorivano le viole”, da “Berta filava”. L’anno dopo arriva il 33 giri “Aida”, conferma del talento del crotonese che, anzi, assume una nuova prospettiva nella title track, quasi un inno all’Italia e alla sua storia controversa. Si canta di tutto: del paese in piena crisi energetica (“Spendi spandi effendi”), di masturbazione (“Sei ottavi” con la voce di Marina Arcangeli della Schola Cantorum), di solitudine (“Escluso il cane”), sempre con spirito leggero e arrangiamenti fantasiosi.

Va ancora meglio con “Nuntereggae più”, gioco di parole fra la musica reggae e il non reggere più una lunga serie di personaggi citati nella canzone, forse la più controversa di Rino. Il brano dà il titolo al 33 giri che Gaetano porta a Sanremo, con “Gianna”, e che contiene almeno un altro brano da antologia, “E cantava le canzoni”. È il momento di maggior successo, s’impone la figura stralunata e senza peli sulla lingua del cantautore non allineato. Arriva il passaggio da una piccola (It) a una grande etichetta discografica (RCA). Arriva anche Mogol che firma il testo di “Resta vile maschio, dove vai?”, title track del 33 giri del 1979, celebre per la presenza di “Ahi Maria” e di “Anche questo è il sud”, ennesimo omaggio alla terra madre. L’ultimo 33 giri è “E io ci sto” del 1980, inciso con una sfilza di grandi musicisti che stupisce ad esempio per l’accompagnamento alla Toto della title track. Seguirà un tour con Riccardo Cocciante, da cui il “Q Concert” incluso nel cofanetto.

Rino Gaetano rappresenta un unicum nella storia della musica pop italiana. Percorreva una terza via, equidistante dall’autore impegnato e dalle canzonette usa e getta dell’epoca. Ha lasciato un’eredità ricca e un’influenza che si estende dal cantautorato al rock. Come ha ripetuto più volte Manuel Agnelli, che cominciò a cantare in lingua italiana con gli Afterhours dopo avere inciso una cover di “Mio fratello è figlio unico”, Rino Gaetano era una mosca bianca. “La discografia” ci restituisce la sua storia con un nuovo suono. Per produttore il cofanetto, infatti, i nastri originari, che erano in parte deteriorati, sono stati restaurati e rigenerati.

TRACKLIST
Disco: 1
1. Tu, forse non essenzialmente tu
2. Ad esempio a me piace il sud
3. Ad 4000 D.C.
4. A Khatmandu

Disco: 2
1. Supponiamo un amore
2. E la vecchia salta con l’asta
3. Agapito Malteni il ferroviere
4. I tuoi occhi sono pieni di sale
5. L’operaio della fiat “la 1100”

Disco: 3
1. Mio fratello è figlio unico
2. Sfiorivano le viole
3. Glu glu
4. Cogli la mia rosa d’amore

Disco: 4
1. Berta filava
2. Rosita
3. Al compleanno della zia Rosina
4. La zappa il tridente il rastrello

Disco: 5
1. Aida
2. Fontana chiara
3. Spendi spandi effendi
4. Sei ottavi

Disco: 6
1. Escluso il cane
2. La festa di Maria
3. Rare tracce
4. Standard
5. Ok papà

Disco: 7
1. Nuntereggae più
2. Fabbricando case
3. Stoccolma
4. Gianna

Disco: 8
1. E cantava le canzoni
2. Dans le chateau
3. Capofortuna
4. Cerco
5. Nuntereggae collection

Disco: 9
1. Resta vile maschio dove vai
2. Nel letto di Lucia
3. Grazie a Dio grazie a te
4. Io scriverò

Disco: 10
1. Ahi Maria
2. Ma se c’è Dio
3. Anche questo è sud
4. Su e giù

Disco: 11
1. E io ci sto
2. Ti ti ti ti
3. Ping pong
4. Michele ‘o pazzo è pazzo davvero

Disco: 12
1. Metà Africa metà Europa
2. Jet set
3. Sombrero
4. La donna mia
5. Scusa Mary

Disco: 13
1. Ancora insieme
2. A mano a mano

Disco: 14
1. Aida
2. Aschimilero

Disco: 15
1. I love you Maryanna

Disco: 16
1. Jaqueline

Disco: 17
1. Gianna

Disco: 18
1. Visto che mi vuoi lasciare