«RUFUS DOES JUDY AT THE CARNEGIE HALL - Rufus Wainwright» la recensione di Rockol

Rufus Wainwright - RUFUS DOES JUDY AT THE CARNEGIE HALL - la recensione

Recensione del 12 dic 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Judy Garland: per alcuni è la madre di Liza Minnelli. Per altri è l'attrice de “Il mago di Oz”, dove cantava una canzone divenuta uno standard, “Over the rainbow”. Per alcuni è un'icona, un nome di culto dello stardom americano degli anni '50 e '60. E ancora più di culto è il concerto che tenne alla Carnegie Hall di New York, nel 1961.
Talmente di culto, che Rufus Wainwright ha deciso di rifarlo per intero, in modo filologico. Talmente filologico che lo spettacolo è stato messo in scena nello stesso posto: da lì nasce questo concerto su doppio CD. Da una delle sue repliche, a Londra, nasce il DVD che viene pubblicato in contemporanea, “Rufus! Rufus! Rufus! Does Judy! Judy! Judy! Live at the London Palladium”.
Chi segue il ragazzo da qualche tempo, e chi lo ha visto nel suo recente passaggio italiano, sa che la sua cifra stilistica è un amore per l'opera, per la musica retrò e per l'avanspettacolo, rivisitati con un atteggiamento gaio e moderno. Spesso mischia alto e basso, trash e colto nelle sue performance. E questa non fa eccezione. O forse sì, perché è dichiaratamente retrò, poco moderna per il repertorio che affronta: il canzoniere americano, una sequela di classici con orchestra da far venire i brividi. Cantati per di più con una voce spettacolare, una naturalezza veramente incredibile, che dà la misura del suo talento davvero smisurato.
Come già i suoi spettacoli dal vivo, anche questo concerto rischia un po' di sbracare quando Rufus cazzeggia tra una canzone e l'altra: ma questo modo di fare è da sempre parte del personaggio, anche quando non recita la parte di Judy Garland. Che peraltro è una tradizione di famiglia, spiegano le note del disco: al concerto hanno assistito i nonni di Rufus, i genitori del cantautore Loudon Wainwright III, mentre al concerto odierno partecipano la madre Kate McGarrigle e la sorella Martha.
Se vi piace lo swing, e se certe derive un po' trash non vi infastidiscono, questo album rimane comunque uno dei migliori progetti retrò degli ultimi anni, e quella di Rufus Wainwright una delle più belle voci del panorama musicale odierno.

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