«METROPOLI - Ginevra» la recensione di Rockol

Dal team di Mahmood, ecco Ginevra

Pop ed elettronica raffinata, tra ballate e pezzi che ti fanno muovere e battere il piede a tempo: la recensione dell'Ep della cantautrice torinese.

Recensione del 22 lug 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 6/10

La recensione

Il team è praticamente lo stesso che contribuì al successo di Mahmood all'inizio della sua carriera, prima della clamorosa - e inaspettata - vittoria al Festival di Sanremo con "Soldi". L'etichetta è quella Asian Fake che negli ultimi anni ha fatto prima da incubatrice e poi da trampolino di lancio ad alcune delle proposte più interessanti della new wave italiana, da Frenetik&Orang3 a Venerus, passando per i Coma Cose. Insomma, premesse da non sottovalutare. E infatti l'ascolto del disco non delude affatto. "Metropoli" rappresenta per la torinese Ginevra Lubrano (per gli amici semplicemente Ginevra), classe 1993, il vero debutto, dopo la falsa partenza dello scorso anno con l'Ep "Ruins" (che però le ha permesso di farsi conoscere e di suonare un po' ovunque in giro per l'Italia, calcando i palchi di festival importanti), scritto e cantato tutto in inglese.

Stavolta la cantautrice prova a fare centro scegliendo la strada della semplicità, con sei tracce in italiano, la stessa lingua con cui pensa, parla e vive quotidianamente, sospese tra melodie pop e produzioni più vicine al mondo dell'elettronica e dei club. La direzione musicale del progetto è stata affidata nuovamente a Francesco Fugazza (c'era il suo zampino già nel disco precedente), membro dei MUUT, duo - composto insieme a Marcello Grilli - già al fianco di Mahmood, qui affiancato dal fratello Marco, batterista e produttore. Ginevra si muove tra il pop dalla vocazione elettronica di una Annalisa o di una Francesca Michielin e l'elettronica più raffinata e ricercata di CRLN o cmqmartina: sa essere pop (basti ascoltare il singolo "Sconosciuti", con quel ritmo accattivante da cassa dritta), ma anche anti-pop (le atmosfere dilatate di "Rajasthan" ricorda le cose di Arca per FKA twigs e Björk, ascoltare per credere). Il racconto della quotidianità tipico dell'ItPop viene qui utilizzato da Ginevra per raccontare sogni, paure e solitudini, tra ballate malinconiche ("Uragano") e altri che ti fanno muovere e battere il piede a tempo ("Mostri"): "Mi siedo sopra ai tetti della mia città / ho sogni troppo grandi, quasi esplodono / non riesco più a dormire, cambio case troppo spesso / a volte soffro d’ansia, questo è il mio difetto", canta nel pezzo che dà il titolo all'Ep. Le tre stelle sono un modo per non farle sollevare i piedi da terra: e ora non resta che aspettare l'album, sicuri che ci riserverà soddisfazioni ancora più grandi.

TRACKLIST

01. Metropoli
02. Uragano
03. Sconosciuti
04. Rajasthan
05. Mostri
06. Marte
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