«"HEROES" (2017 REMASTER) - David Bowie» la recensione di Rockol

I dischi fondamentali del rock: "Heroes" di David Bowie

Un album al giorno attraverso le recensioni del libro "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto”, curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) per Giunti. Ecco la scelta odierna dalla sezione “Capolavori

Recensione del 21 lug 2020

Voto 10/10

La recensione

Bowie traslocò temporaneamente in quel di Berlino ricorrendo al “non musicista” Brian Eno per assecondare una perenne voglia di cambiamento e consegnare l’ennesima tra le sue camaleontiche mutazioni. Senza dubbio quella più fulgida dal punto di vista artistico e in prospettiva la più influente, che lo vide inventare un futuro scagliato oltre il punk già nel ’77 dopo averne delineato le fondamenta estetiche all’epoca del glam.

L’essere umano arrivava da un periodo di dipendenze dalla droga e di deliri assortiti, superati aiutando l’amico Iggy Pop (e se stesso) a rinsavire tramite gli eccellenti THE IDIOT e LUST FOR LIFE; lavori che in un certo senso possiamo considerare introduzioni di rango (qualora non vere e proprie prove generali) per la suddetta svolta, un’infatuazione per il krautrock di Neu!, Kraftwerk e Can trasformata in realtà nella cosiddetta Trilogia Berlinese.

Nell’esatto mezzo tra l’altrettanto imprescindibile LOW e le venature etniche di LODGER, spicca HEROES, diviso come il predecessore in una prima facciata di canzoni e una seconda consacrata a strumentali di sapore ambientale; stavolta, però, allestiti affidandosi a Cluster e primi Tangerine Dream e chiudendo i giochi con un brano cantato, l’autoesplicativa ipnosi "The Secret Life Of Arabia". Si aggiungono poi l’ospite Robert Fripp, che registra le parti chitarristiche al primo colpo decantando un metafisico post-blues, un omonimo brano- capolavoro che da solo basterebbe a garantire l’immortalità, una "Beauty And The Beast" che inventa gli LCD Soundsystem, la struggente "Sons Of The Silent Age" che fa lo stesso con gli Ultravox!.

Per l’artista britannico giungeranno poi i lustrini rivisitati new wave di SCARY MONSTERS e la svolta “edonista” di LET’S DANCE, i cali ispirativi e, prima di spegnersi nel 2016, il sorprendente, oscuro colpo di coda e di scena BLACKSTAR con cui Bowie tornava per l’ultima volta a visitare il centro pulsante del rock da autentico genio carismatico e visionario.

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.