«1999 (SUPER DELUXE EDITION) - Prince» la recensione di Rockol

Il box Deluxe di 1999 svela gli ambiziosi piani futuri del Prince anni '80

Il disco del 1982 rimasterizzato, mix e b-sides, due concerti completi (uno in DVD) e soprattutto 24 inediti tra versioni alternative e vere e proprie anteprime che ci fanno capire come Prince in quel momento stava preparandosi per diventare una rockstar

Recensione del 29 nov 2019 a cura di Michele Boroni

La recensione

A quattro anni dalla prematura morte di Prince, dopo l'edizione deluxe di “ Purple Rain”, la raccolta “Piano & a Microphone 1983”, “Originals” e il deludente “The Versace Experience”, questo novembre segna un importante punto di svolta nello svelamento della Vault, ovvero la cassaforte che contiene il frutto di 40 anni di notti insonni dell'artista di Minneapolis. Due settimane fa è uscito “The Beautiful Ones” la biografia incompleta scritta da Prince con una toccante introduzione del giornalista del New Yorker Dan Piepenbring, ricca di pensieri, foto e immagini di manoscritti ma, soprattutto, oggi è uscito il box super deluxe di “1999”, il rivoluzionario disco del 1982 che forgiò il cosiddetto Minneapolis Sound che avrebbe influenzato per almeno 20 anni l'intera scena r&b e gran parte del pop mondiale. 

L'edizione "super deluxe" che abbiamo ascoltato comprende 5 CD (o 10 LP) e un DVD, è il primo vero tuffo profondo della tenuta. (sono disponibili anche le versioni a due CD / 4-LP e CD singolo / 2-LP). 
Procediamo però con ordine: il primo disco è l'album “1999” magistralmente rimasterizzato (e canzoni come “Delirous” e “Little Red Corvette” ne traggono giovamento) , mentre il secondo contiene versioni alternative e mix dei singoli estratti, oltre a tre dei suoi migliori lati b di quei tempi: la ballata al piano  “How Come U Don't Call Me Anymore”, il giro di rock'n'roll di "Horny Toad” e il classico suono princiano di "Irresistible Bitch".
Ma la cosa veramente interessante è il materiale inedito dei quattro dischi successivi, due dei quali contengono, più di due ore di registrazioni inedite, mentre gli altri due sono una coppia di concerti completi dell'epoca, uno dei quali in DVD. 

Per quanto riguarda i due dischi denominati “Vault Tracks” le 24 canzoni incise tra il novembre 1981 e il gennaio 1983 possono essere suddivisi in tre categorie: versioni alternative delle tracce contenute in  "1999", canzoni che sono state reincise e pubblicate anni dopo e quelli che sono rimaste dentro la cassaforte di Paisley Park. 
Se è vero che “1999” è forse l'unico disco di Prince ad avere un suono sostanzialmente granitico e uniforme formato da synth, drum machine, qualche solo di chitarra, testi con una forte impronta erotica e un falsetto conturbante, queste outtakes dimostrano l'ampio spettro sonoro su cui Roger Nelson era capace di spaziare, anticipando i ricchi dischi che seguiranno 1999. Da segnalare l'elegante r&b “Money don't grow on trees”, il power pop di “Teacher teacher”,  la chitarrosa “Vagina” dedicata a un transessuale (“Half boy, half girl, best of both worlds”),  una straordinaria versione di “Moombeam Levels”,canzone che fu cantata anche da Elvis Costello durante un concerto tributo a Prince alla Carnagie Hall, e addirittura la prima e unica incursione nel reggae “If it'll make U happy” (non memorabile, diciamolo). C'è poi una torrenziale “Purple Music”, 10 minuti di groove che invece poteva benissimo essere contenuto all'interno “1999” e una versione live in studio molto più sciolta di “International Lovers” che testimonia come Prince abbia già l'intenzione da quel suono che lui stesso aveva creato. 
Non tutto è all'altezza – altrimenti il Nostro l'avrebbe pubblicato e non sarebbe rimasto in cassaforte, direbbe giustamente qualcuno – però l'appassionato di Prince potrà trovare spunti di ispirazione che poi sono confluiti in altri pezzi: uno tra tanti gli urletti nella già citata “Purple Music” riascoltati in “Baby I'm a star”, oppure “Can't stopo thi s feeling I got” che è stata incisa otto anni dopo in “Graffiti Bridge”, oppure “Bold Generation” che diventerà in futuro “New Power Generation”. 

Per quanto riguarda i live trattasi di due date registrate a Detroit (il secondo set della stessa sera) e su DVD a Houston durante il “1999” tour alla fine del 1982. 
Pur essendo registrate con un mese di distanza è interessante notare come la scaletta da una data all'altra venga rivoluzionata, al punto che la canzone posta in coda a un concerto viene suonato all'inizio della data successiva. La band, da poco denominata The Revolution, è solida e scorre come un treno, dominata dai synth suonati da Lisa Coleman e Matt Fink. Come tutti i live set di Prince di quell'epoca, a metà il concerto si ferma, con la band che perde il grip per far spazio alle lunghe pantomime di Prince.  
Sono comunque documenti preziosissimi per tutti i fan di Prince (anche solo per gli articoli contenuti nel libretto e i molti manoscritti fotografati, alcuni dei quali pubblicati anche sul libro), specialmente per i cosiddetti completisti, che avranno pane per i loro denti. L'operazione quindi è pienamente riuscita e c'è da sperare che la Prince Estate riesca a fare una cosa simile per il materiale del 1985-1986 attorno agli album “Parade” e “Sign O the Times” periodo in cui il Nostro, scondo chi scrive, ebbe il suo apice a livello di composizione. Probabilmente il meglio deve ancora venire.  

TRACKLIST

#1
02. Little Red Corvette - 2019 Remaster (05:03)
03. Delirious - 2019 Remaster (04:00)
04. Let's Pretend We're Married - 2019 Remaster (07:19)
05. D.M.S.R. - 2019 Remaster (08:17)
06. Automatic - 2019 Remaster (09:26)
07. Something In The Water (Does Not Compute) - 2019 Remaster (04:02)
08. Free - 2019 Remaster (05:07)
09. Lady Cab Driver - 2019 Remaster (08:17)
10. All The Critics Love U In New York - 2019 Remaster (05:57)
11. International Lover - 2019 Remaster (06:37)

#2
03. Free (Promo-Only Edit) - 2019 Remaster (04:35)
04. How Come U Don't Call Me Anymore ("1999" B-Side) - 2019 Remaster (03:54)
05. Little Red Corvette (7" Edit) - 2019 Remaster (03:08)
06. All The Critics Love U In New York (7" Edit) - 2019 Remaster (03:15)
07. Lady Cab Driver (7" Edit) - 2019 Remaster (05:05)
08. Little Red Corvette (Dance Remix Promo-Only Edit) - 2019 Remaster (04:33)
09. Little Red Corvette (Special Dance Mix) - 2019 Remaster (08:30)
10. Delirious (7" Edit) - 2019 Remaster (02:38)
11. Horny Toad ("Delirious" B-Side) - 2019 Remaster (02:13)
12. Automatic (7" Edit) - 2019 Remaster (03:39)
13. Automatic (Video Version) - 2019 Remaster (08:20)
14. Let's Pretend We're Married (7" Edit) - 2019 Remaster (03:44)
15. Let's Pretend We're Married (7" Mono Promo-Only Edit) - 2019 Remaster (03:43)
16. Irresistible Bitch ("Let's Pretend We're Married" B-Side) - 2019 Remaster (04:13)
17. Let's Pretend We're Married (Video Version) - 2019 Remaster (04:02)
18. D.M.S.R. (Edit) - 2019 Remaster (05:05)

#3
01. Feel U Up (06:41)
02. Irresistible Bitch (04:39)
03. Money Don't Grow On Trees (04:19)
04. Vagina (03:28)
05. Rearrange (06:11)
06. Bold Generation (05:53)
07. Colleen (05:29)
08. International Lover (Take 1) - Live In Studio (07:19)
09. Turn It Up (05:23)
10. You're All I Want (03:00)
11. Something In The Water (Does Not Compute) - Original Version (03:59)
12. If It'll Make U Happy (04:11)
13. How Come U Don't Call Me Anymore? - Take 2 (06:11)

#4
01. Possessed - 1982 Version (08:47)
02. Delirious - Full-Length (05:59)
03. Purple Music (10:58)
04. Yah, You Know (03:10)
05. Moonbeam Levels - 2019 Remaster (04:22)
06. No Call U (04:29)
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