«PURPLE RAIN DELUXE (EXPANDED EDITION) - Prince» la recensione di Rockol

Purple Rain Deluxe Expanded Version: inediti, b-side e live del successo planetario di Prince.

In un unico cofanetto la versione rimasterizzata del capolavoro del 1984, colonna sonora del film omonimo, un disco di inediti, uno di b-side ed extended versione e un DVD di un concerto del tour del 1985. Non solo per i fans.

Recensione del 26 giu 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

Cos'altro possiamo dire di Purple Rain, disco del 1984 da 13 milioni di copie che fece scoprire a tutto il mondo il folgorante talento di Prince? In effetti non c'è molto da aggiungere a ciò che è già stato detto e scritto.

L'occasione però ci viene data da questo attesissima edizione Expanded Deluxe di Purple Rain che comprende una versione rimasterizzata direttamente da Prince nel 2015, una raccolta di inediti registrati in quelle sessioni, uno di mix e b-side e infine il Dvd del concerto di chiusura del Purple Rain Tour a Syracuse del marzo 1985. Una degna celebrazione per il disco (e il film) che nel 1984 surclassò opere come “Born in The U.S.A”, il ritorno dei Jacksons e la British Invasion.

Andiamo per gradi, partendo dal disco originale: come la maggior parte della discografia di Prince anche l'architettura di Purple Rain è pressoché perfetta nel dosare in modo equilibrato e virtuoso pop, rock, funk, r&b, sesso, umorismo e spiritualità. Il furioso inizio “Let's go crazy” tra Stones e funk, il capolavoro neo psichedelico senza basso “When doves cry”, la mai troppo lodata “Computer Blue” o la rabbiosa “Darling Nikki” mantengono ancora oggi intatto il loro fascino. Il remaster effettuato da Prince della colonna sonora vincitrice di un Oscar è decisamente più chiaro nei suoni e con un po' più di bassi rispetto all'originale, ma è sicuramente il secondo disco contenente dieci outtakes delle session di Purple Rain.

Certo, i fan più accaniti conoscevano già buona parte di queste tracce contenute in svariati bootleg usciti nel corso di questi trent'anni: la ballad “Electric intercourse” è stata fino all'ultimo presente nella scaletta di “Purple Rain” sostituita poi da “The Beautiful One”, il funk psichedelico “Possessed” (probabilmente più coerente come sound con il precedente disco “1999”) e la mitica “The Dance Electric”, offerta poi al cugino André Cymone, che in 12 minuti spinge al massimo le potenzialità (e i limiti) della batteria elettrica Linn LM-1 e del synth Oberheim che in quegli anni caratterizzava il Minneapolis Sound. Il disco contiene anche la versione lunga di “Computer Blue” con il lungo speech di Prince che ricorda in parte “The End” di Jim Morrison e “Father's song”, un pezzo composto dal padre presente nel film e ricavato dallo special di chitarra del pezzo precedente e qui riproposta come una lunga suite pianistica.

Due però sono le vere novità, anche per i fan più informati, di questa raccolta di outtakes: "Velvet Kitty Cat" e "Katrina's Paper Dolls" che si distaccano molto dal resto delle composizioni presenti nella raccolta e che sia nei temi (indagine sull'esperienza femminile) sia nei suoni (funk pop lo-fi) riportano a quello che sarà quel capolavoro di “Sign 'o' the times”. Da segnalare infine “We can fuck” che diventerà “ We can funk” in “Graffiti Bridge” del 1990 in coppia con George Clinton. Il terzo disco, che contiene b sides ed extended version dei pezzi contenuti in “Purple Rain”, non aggiunge molto al cofanetto, se non per quella versione evidentemente suonata dal vivo di “I would die 4 U”, che arricchisce il funk originale con un sapore latin grazie alle percussioni di Sheila E e per le meravigliosi versioni hard di “Erotic City”.

A chiudere il DVD del concerto di Syracuse di ftnte a 76.000 persone che ai tempi fu ripresa live in Eurovisione anche dalla Rai, ma che non era mai uscita in versione home video: la setlist comprende l'integrale esecuzione di “Purple Rain” con una versione epica di 20 minuti della title track con un guitar solo di 10 minuti, la partecipazione delle Apollonia 6 e Sheila E, nonché l'esecuzione del già citato “Possessed” che Prince dedica a James Brown.

Come diciamo spesso di fronte a queste operazioni di ristampe e riedizioni arricchite, non accontentano sempre tutti i fan più accaniti (qui nessuna grande novità e, anzi, vi sono alcune mancanze come “Wednesday” cantata da Jill Jones che doveva originariamente essere contenuta nella scaletta originale del disco), e forse non soddisfa pienamente gli ascoltatori occasionali (Prince sapeva scegliere bene i brani da inserire nel disco, e tra le outtakes non ci sono dei veri e propri capolavori); tuttavia la modalità di celebrazione del disco con l'aggiunta di tutti i mix, inediti ed extended version è quella giusta, e non vediamo l'ora di ascoltare nei prossimi anni in un'unica soluzione i progetti Dream Factory e Crystal Ball o vedere il video di qualche data del Parade tour che mai toccò l'Italia.  

TRACKLIST

10. The Dance Electric (11:29)
11. Love and Sex (05:00)
15. Possessed (07:56)
16. Wonderful Ass (06:24)
17. Velvet Kitty Cat (02:42)
19. We Can Fuck (10:17)
20. Father's Song (05:30)
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