«DOOM DAYS - Bastille» la recensione di Rockol

Il viaggio al termine della notte dei Bastille

Si balla sulle macerie con la band londinese raccolta sotto il nome di Bastille, che con il suo terzo album, "Doom Days", ci porta a far festa tra i demoni dell'attualità e i demoni di sempre.

Recensione del 14 giu 2019 a cura di Redazione

La recensione

È un viaggio al termine della notte il nuovo album dei Bastille, nel mezzo di quei giorni tragici, portatori di rovina, che danno il nome al terzo capitolo discografico di Dan Smith e soci. Di giorni, in realtà, ce ne sono ben pochi in “Doom Days”, se non quando arriva il mattino con l’ultimo brano, “Joy”, che vede dipanarsi, sul pavimento di una cucina, l’oscurità che ha iniziato a crescere a mezzanotte e un quarto con “Quarter Past Midnight”, la traccia d’apertura, il benvenuto ufficiale nelle tenebre della band britannica. 

A portare il buio nei testi dei Bastille è questo non prenderci cura del nostro presente, che da anni la scienza ci avverte essere giunto a un punto di non ritorno, ma anche la peculiare situazione del Regno Unito con le enormi incognite legate alla Brexit che gettano un’ombra sul destino del Paese. A questi tratti specifici si aggiungono poi quelli che Smith presenta come “i demoni della vita”, propri di ogni luogo e di ogni epoca, che prendono vita con il primo respiro per non abbandonarci più. E se c’è un antidoto a questi doom days la band ce lo suggerisce più con la musica che con le parole, che pur forniscono diversi indizi. 

Quella di "Doom Days" è una musica da party, con riferimenti alla dance anni Novanta, ma venata di tristezza, con i sintetizzatori che pompano e l’urgenza dell’elettronica che ruba sempre più spazio alla componente pop rock dei Bastille, sempre che pop rock voglia dire qualcosa. Sono cupi gli effetti marcati dei brani, come pure gli echi, le doppie voci e quella, che sembra quasi staccarsi dalla musica, di Smith. Eppure, si balla: per i Bastille la vita, e la musica, restano un party, da consumare preferibilmente entro la data di scadenza, con qualcuno da amare – “When I watch the world burn all I think about is you”, canta Smith nella title track – e con qualche amico. “Another Place” ne è un ottimo esempio: la sensazione è quella di far festa, come unica forma di salvezza, sulle macerie. Banale? Forse sì, ma prima di giudicare un salto nella lunga notte dei Bastille concedetevelo.

TRACKLIST

02. Bad Decisions (03:09)
03. The Waves (04:00)
04. Divide (03:52)
05. Million Pieces (04:11)
06. Doom Days (02:18)
08. 4AM (04:07)
09. Another Place (03:31)
10. Those Nights (04:30)
11. Joy (03:12)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.