«BLOOM - Troye Sivan» la recensione di Rockol

Troye Sivan - BLOOM - la recensione

Recensione del 16 set 2018 a cura di Redazione

La recensione

Una foto di Troye girato di spalle, in bianco e nero, con la testa leggermente rivolta verso terra. La copertina di "Bloom" è completamente diversa da quella di "Blue neighbourhood", il disco d'esordio del cantante australiano (ma di origini sudafricane), che era invece fumettistica e coloratissima. E la dice lunga sul mood del nuovo disco, che infatti è leggermente più cupo, più oscuro: basti ascoltare il singolo apripista, "My, my my!", uscito all'inizio dell'anno - e seguito, nell'ordine, da "The good side", "Bloom", "Dance to this" e "Animal".

Che poi fa strano. Perché lo stesso Troye ha spiegato che queste nuove canzoni sono nate in un momento felice della sua vita sentimentale: "Di solito mi rivolgo alla musica quando sono triste, ma questa volta è stato diverso. Ho scritto canzoni come fossero una sorta di lettere d'amore per il mio ragazzo, per la mia famiglia, per la comunità. Da qui il titolo 'Bloom': ho salvato questa parola sul mio telefono perché esprimeva bene lo stato in cui mi sentivo, come fosse un'esplosione di felicità".

Il Time, recensendo il disco, ha scritto che a livello di suoni e di atmosfere "Bloom" evoca influenze un po' Velvet Underground e un po' Simon & Garfunkel. Citare giganti del genere è un po' eccessivo. Però effettivamente questo album è più scuro, più ricco di chitarre e anche più complesso a livello di scrittura rispetto a "Blue neighbourhood". L'intenzione di Troye era proprio quella di proporre qualcosa di diverso rispetto alle atmosfere colorate e spensierate del suo album d'esordio, far ascoltare pezzi più intriganti e allontanarsi dall'identità di YouTuber (ha iniziato a farsi conoscere pubblicando video sulla piattaforma, rappresentando un modello per diversi colleghi: in Italia ha provato ad emularlo Michele Bravi, ad esempio) per essere considerato a tutti gli effetti un cantante. Ha scritto i testi con i suoi collaboratori di fiducia (Bram Inscore, Allie X e Leland) e registrato le canzoni con otto produttori diversi (tra questi anche Ariel Rechtshaid, già al fianco delle Haim e di Usher): "Volevo essere sicuro che la musica avesse un forte senso di identità, ho voluto esplorare".

Non c'è niente di eclatante, niente di così nuovo in questa manciata di canzoni. Quello di Troye Sivan è semplice dance pop che punta dritto ai vertici delle classifiche, ma che parla alla sua generazione con apprezzabile sincerità.

TRACKLIST

01. Seventeen (03:38)
02. My My My! (03:24)
03. The Good Side (04:28)
04. Bloom (03:42)
05. Postcard (feat. Gordi) (03:36)
06. Dance To This (feat. Ariana Grande) (03:51)
07. Plum (03:05)
09. Lucky Strike (03:28)
10. Animal (04:25)
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