«BLUE NEIGHBORHOOD - Troye Sivan» la recensione di Rockol

Troye Sivan - BLUE NEIGHBORHOOD - la recensione

Recensione del 15 dic 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

La storia è una di quelle che abbiamo sentito spesso in questi anni, quella dell'artista "nato dal web": lui è Troye Sivan, ventenne cantautore sudafricano naturalizzato australiano divenuto popolare a livello mondiale grazie al suo canale YouTube, attraverso il quale ha instaurato un rapporto confidenziale con i suoi follower, raccontandosi prima di tutto come persona (l'amore, le aspirazioni future, il coming out sessuale) e poi come artista (il canale vanta oltre 3,5 milioni di iscritti, mentre il profilo Twitter ufficiale del ragazzo conta 3 milioni di iscritti - dati che alla fine del 2014 lo hanno portato sui media "tradizionali"). Le star della rete, e in particolare gli youtuber, a quello mirano e lì finiscono: il Time ha inserito il nome di Troye Sivan nell'elenco degli adolescenti più influenti del mondo e dopo aver pubblicato una serie di EP, arriva l'album di debutto per Universal, "Blue neighborhood".



Il disco contiene dieci canzoni tra le oltre sessanta composte da Troye Sivan in due anni tra camere d'albergo, Los Angeles, gli studi di registrazione a Sydney e la sua cameretta a Perth, dove Troye si è trasferito insieme alla sua famiglia quando aveva appena due anni. Diversi sono i collaboratori, tutti giovanissimi, perché - ha spiegato il cantautore - "volevo fare in modo che la giovinezza si percepisse": si va dalla giovane cantante australiana Alex Hope (che figura come co-autrice della metà dell'album) ai compositori Bram Inscore, Brett McLaughlin, Allie X, i neozelandesi Broods, la femcee Tkay Maidza e la cantante Betty Who. "Blue neighborhood" è un disco autobiografico che racconta una storia, quella di Troye, partito da alcuni video girati nella sua cameretta che ora - ad appena vent'anni - si ritrova a fare i conti con i ritmi della discografia e con il peso delle aspettative: le canzoni sono ambientate nei sobborghi di Perth, ma anche negli aerei sui quali Troye ha viaggiato e nelle camere d'albergo che lo hanno ospitato nei vari spostamenti. C'è una grande maturità, soprattutto nei testi (di grande impatto e intrisi della sua vita), che oscillano tra fragilità ("Ease", che parla della voglia di normalità, "Talk me down") ed esuberanza ("Wild", "Fools", "Cool", una canzone dal ritmo frenetico che, anche per quanto riguarda la metrica, sembra rispecchiare la frenesia della sua vita: "Sweet life livin'/pools and swimming/drinks in bar and/boys in cars", canta Sivan) e che raccontano le emozioni tipiche dell'adolescenza, l'ansia, la paura, la spensieratezza e la gioia.

Troye ha parlato di "Blue neighborhood" come di un disco che è "lo specchio del pop del 2015"; non si tratta tuttavia di una manciata di hit scalaclassifica, quanto di canzoni che parlano della voglia di vivere e della perdita di qualcosa, nelle quali gli adolescenti di tutto il mondo possono rispecchiarsi. L'album ha colori freddi, tendenti al blu (proprio come la copertina), ed è essenzialmente un album di musica elettronica in cui a farla da padrone sono beat elettronici, synth e tastiere molto anni '80. Si spazia da brani più minimal ("Wild", che parla di un amore proibito e della sua omosessualità, richiama i Coldplay di "Ghost stories", così come anche "Talk me down") ad altri più ricchi a livello di produzione ("Cool", "Lost boy" e "For him": "E' un regalo che ho voluto fare a una persona", ha detto Sivan a proposito della canzone, "il testo parla di me e lui. L'ho suonata per lui ed è stato un momento dolcissimo. E alla fine mi sono detto: 'Forse dovrebbe ascoltarla il mondo intero'"), esplorando atmosfere dream pop, indie pop, synth pop e più semplicemente elettropop. Le canzoni, ad ogni modo, si aprono anche a rivisitazioni acustiche "perché - ha detto Troye - "volevo essere in grado di poterle smontare e poterle suonare al pianoforte, mantenendo intatto il loro senso".

Troye Sivan è un esempio del "nuovo pop", dell'ormai consolidata tendenza delle case discografiche e dei media "mainstream" a rielaborare e inglobare le istanze provenienti dal web (una tendenza che da qualche tempo a questa parte si sta facendo notare anche in Italia: si pensi al film di FaviJ e compagnia); insieme a tanti colleghi, come Justin Bieber, Shawn Mendes e Charlie Puth, Troye Sivan rappresenta la moda discografica del momento: ma non si tratta solamente di numeri e di cifre, di follower o classifiche, quanto di un progetto che appare appare vero, credibile e musicalmente interessante. Troye scrive canzoni che hanno qualcosa da dire, una storia da raccontare, e non è poco - considerando che, sempre più spesso ormai, le canzoni parlano del niente. Speriamo che questa voglia di raccontare non svanisca negli anni.
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