UN POSTO NEL MONDO

SonyMusic (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Gianni Sibilla

E’ la dura legge del talent show. Cantanti che escono da programmi televisivi, sembrano “cotti e mangiati” ma non lo sono. Hanno la visibilità, hanno il personaggio, hanno la voce, talvolta hanno il talento ma non hanno il repertorio. Quando va bene hanno un buon inedito. Le cover non contano: la carriera di un cantante si costruisce sulle canzoni inedite.
E per quelle ci vuole tempo, calma e sangue freddo: gli autori giusti, il produttore giusto. Il genere giusto. La storia dei vincitori - reali e “morali” non sempre coincidono - lo dimostra. Alcuni hanno azzeccato il primo disco, grazie ad autori, produttori e pigmalioni; ma i loro dischi sono arrivati mesi e mesi dopo la fine del programma, quando in alcuni casi il ferro non era più caldo ma tiepido. Altri hanno un talento enorme ma faticano a trovare il repertorio e il genere giusto.
Così questo “Un posto nel mondo” è l’eccezione che conferma la regola. Chiara Galiazzo è uno dei talenti migliori usciti dai talent italiani, per acclamazione. E a soli due mesi dalla sua vittoria arriva al disco di inediti, prodotto da Carlo U. Rossi, con autori come Bianconi, Neffa, Samuel dei Subsonica, Ramazzotti, Diego Mancino, Zampaglione, Mannoia, Dente
L’operazione è rischiosa, bella. E riuscita: complimenti alla SonyMusic che ha lavorato duro, mettendo in piedi un progetto di alta qualità in poco tempo.
Perché “Un posto nel mondo” è un gran bel disco. Forse non scioglie qualche inevitabile dubbio su Chiara Galiazzo, ma di sicuro ne conferma il talento.
Il disco viaggia tra pop, canzone classica e generi un po’ più “alti”: non a caso diverse canzoni giocano con tango, milonga e ritmi sudamericani: la sanremese “Il futuro che sarà” (Bianconi), la stupenda “Mille passi” (adattata dalla Mannoia, con cui duetta) e, in parte, “Vieni con me”: sono le canzoni in cui il talento di Chiara è più netto, originale - così come lo era in quella splendida versione tanguera di "The final countdown" cantata a X Factor. Chiara spicca anche quando gioca con ritmi moderni: “Cuore nero” di Neffa e la dentiana fino al midollo “Quello che non sa” - un piccolo gioiello. Bella la minimale e toccante “Artigli” di Samuel. Forse un po’ meno incisive le ballatone classiche “L’esperienza dell’amore” (mi aveva colpito di più al primo ascolto, sinceramente) e “Trasparenze” - molto “miniana”.
“Un posto nel mondo” è un album che colloca Chiara come cantante di pop “adulto”, che poi è il genere che frequentava perfettamente ad X Factor. Il tutto anche grazie all'ottimo lavoro di produzione di Carlo Rossi, che dà un suono classico, pulito e perfetto alle canzoni. Rimane sempre l’impressione che, cantando in inglese, la voce di Chiara fosse ancora più unica - ma è un’impressione che si allontana, sentendo queste 12 canzoni.
Quindi, per il momento: bene così, ottimo primo passo, fatto nei tempi migliori per consolidare un profilo alto.