«LIVE FROM THE MONTREAL INTERNATIONAL JAZZ FESTIVAL - Ben Harper» la recensione di Rockol

Ben Harper - LIVE FROM THE MONTREAL INTERNATIONAL JAZZ FESTIVAL - la recensione

Recensione del 10 mar 2010 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Reazione prevedibile: un altro album di Ben Harper? Un altro disco live di Ben Harper?
Di questi tempi, si può discutere cosa significhino queste espressioni: siamo passati da tempi in cui un artista pubblicava ogni due anni a un periodo in cui il digitale ha abbattuto molti stereotipi, e c'è gente che di dischi – soprattutto live - ne ha pubblicati a centinaia. Ciò non toglie che quando un disco viene pubblicato non come uscita secondaria su Internet ma come uscita ufficiale, attira attenzione e aspettative. E un disco live rimane comunque un tassello importante della carriera e della credibilità di un musicista.
Pur con tutti questi cambiamenti di scenario in atto, fa un po’ effetto vedere un nuovo album live di Ben Harper, immesso sul mercato con tutti i crismi dell’uscita importante. “Live from Montreal”, è vero, documenta un’esibizione live con la nuova formazione con cui il musicista californiano si accompagna da quasi due anni. Ed è vero che la credibilità di Harper non è in discussione.
Però qualcosa non quadra in questa pubblicazione per due motivi. Il primo è l’effetto accumulo di troppe uscite: ed è un effetto che, digitale o no, si sente ancora in diversi casi: pensate, per esempio ai R.E.M., il cui recente “Live at the Olympia” è stato snobbato da molti perché ultimo di molte uscite “collaterali”.
Il secondo motivo è quello più importante: a differenza del live dei R.E.M., questo non convince. I Relentless7 hanno spostato il suono di Harper verso orizzonti rock più tradizionali, meno “black” e più “bianchi”. Se su disco il gioco funziona, dal vivo il suono è un po’ troppo secco e poco caldo, come dimostramo soprattutto le lunghe jam “Serve your soul” e “Keep it together (So I can fall apart)”. In alcuni casi, il nuovo suono fa bene ai vecchi pezzi (bella la versione di “Another lonely day”) e alle cover (“Under pressure”). Ma in generale e per quanto sia comunque un disco che molti artisti si sognerebbero di avere nel loro carnet, “Live from Montreal” fa un po’ rimpiangere la vecchia formazione e soprattutto quel capolavoro assoluto che fu “Live from Mars”.
Un peccato veniale, e un mezzo passo falso in una discografia finora praticamente impeccabile: poco male, il ragazzo è bravo e si rifarà.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.