«THE MEAT OF LIFE - Clem Snide» la recensione di Rockol

Clem Snide - THE MEAT OF LIFE - la recensione

Recensione del 09 mar 2010 a cura di Giuseppe Fabris

La recensione

Capita di trovarsi all'alba con una ruota della bici bucata, sotto la pioggia di Milano ed esattamente a metà strada tra la partenza e la destinazione.
Capita che tutti questi eventi messi insieme rendano inutile qualsiasi espressione di rabbia mentre si riprende la strada a piedi, evitando le pozzanghere atlantiche che solo la città della madonnina possiede e cercando di ascoltare un po' di musica per distrarsi.
E' stato proprio quando la giornata sembrava da dimenticare che nelle cuffie è partita la voce nasale e nervosa di Eef Barzelay nell'attacco di “Walmart parking lot”, una ballata dai vaghi sapori R.E.M.miani che si apre lenta per poi accelerare il ritmo restituendoci così una band che avevamo temuto di aver perso. “Meat of life” segue infatti di un anno “Hungry bird”, l'album che ha segnato il ritorno dei Clem Snide dopo un periodo di pausa: un disco registrato a fatica che mostrava i segni del tempo di una band che sembrava non trovare più l'armonia di un tempo. Fortunatamente, dopo un lungo tour, Eef e compagni sono tornati a riscoprire la gioia di suonare insieme e, da quest'entusiasmo, sono nate le canzoni di “The meat of life”.
L'ossatura dei brani viene sempre dalla pena acuta di Barzelay, uno dei più quotati ed ispirati songwriter americani, per poi essere rivestita dai muscoli e nervi della sua band: il risultato è una combinazione vorticosa di folk, country e rock che regala soluzioni sempre diverse, come in “Denise”, ballata che parte acustica per poi prendere velocità ed aprirsi in un finale festoso con l'ausilio di organi e fiati.
Il brano che dà il titolo al disco cambia ancora le carte in gioco con le sue chitarre filtrate e il suo andamento sincopato, seguito dal ritorno alle origini folk-rock della dolce “I got high” (scritta mentre Eef era in tour con Ben Fold), la malinconica “Denver” e dall'arrembante “BBF”.
Questo “The meat of life” (il titolo gioca con l'assonanza tra le parola meaning, significato, e meat, carne) ci restituisce finalmente una band con la voglia di tornare a suonare insieme a sperimentare con le proprie influenze e a scrivere belle canzoni.
Canzoni capaci anche di migliorare una giornata iniziata veramente male.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.