«THE MIDDLE OF NOWHERE - Orbital» la recensione di Rockol

Orbital - THE MIDDLE OF NOWHERE - la recensione

Recensione del 01 mag 1999

La recensione

"Non appena la smetti di pensare a quello che la gente vorrebbe ascoltare, inizi a lavorare come si deve, inizi a realizzare qualcosa di buono". E' Paul Hartnoll che parla, l'altra metà di Orbital. Ed è così che, dopo tre anni di silenzio, i fratelli Hartnoll hanno rotto gli indugi, confezionando un interessantissimo lavoro, il quinto della serie. E' un album che si allontana da quelle sonorità cinematiche che avevano contraddistinto "In sides" (il disco precedente), che gioca con i luoghi comuni della dance d'oggi (il breakbeat, soprattutto, ma anche l'acid house, l'electro revival) senza però invischiarsi in operazioni che sappiano di clonazione. Già perché qui, molto più che nei due album precedenti Orbital hanno la capacità di rimanere perfettamente in equilibrio fra l'edonismo sfrenato della pista da ballo (con un impianto sonoro che è indubbiamente concepito per il dance floor) e una concezione di dance intelligente ereditata e fatta propria da un'etichetta storica come la Warp. Questo equilibrismo permette loro di "suonare diversi" da qualsiasi altro progetto di elettronica in giro al momento, perché Orbital non è dance ma non è nemmeno avanguardia intellettuale e schizzinosa. Perché Orbital mischiano con maestria il minimalismo "dotto" alla Philip Glass (da cui la lucentezza di molti brani, simili alle cattedrali di luce a cui ci ha abituati Glass stesso) e le vibrazioni di una chemical generation cresciuta a ritmo di techno e acid house. E allora, mai come oggi il posto ideale in cui collocare Orbital è proprio in quel "non luogo", "in the middle of nowhere", nel mezzo del nulla, dove i fratelli Hartnoll possono, con grande facilità, passare dal funk rock cibernetico e irresistibile di "I don't know you people" all'acid phunk di "Nothing left 2", dall'eclettismo sonico di "Way out" all'altalenante andamento (in bilico fra aperture ambient "orbitali" e chiusure sonore in odore di synth pop e post rock) di "Style", senza creare scompensi e contraddizioni all'interno di questo non luogo, uguale a sé stesso, diverso da ogni altro act di musica elettronica.

TRACKLIST

01. Way out
02. Spare part express
04. I don't know you people
05. Otono
06. Nothing left 1
07. Nothing left 2
08. Style
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