«FOR EMMA, FOREVER AGO - Bon Iver» la recensione di Rockol

Bon Iver - FOR EMMA, FOREVER AGO - la recensione

Recensione del 15 gen 2009 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Strane, le vie della musica. “For Emma, forever ago” è apparso in molti referendum di fine anno del 2008. Se ne parlava da un po' di tempo, perché il suo autore Justin Vernon (nascosto dietro lo pseudonimo Bon Iver) lo aveva stampato autonomamente nel 2007, facendolo arrivare a “opinion leader”, blog e quant'altro. Poi nel 2008 la distribuzione “ufficiale”, curata in Europa dalla prestigiosa 4AD. E la critica inizia ad incensare l'album. Poi la consacrazione: a dicembre Bon Iver, che nel frattempo è diventata una band, passa al David Letterman Show, con una bella esecuzione di “Skinny love”. Il Letterman è, da sempre, avanti anni luce nel proporre performance nuovi talenti, alternate a quelle di grandi nomi.
Dopo di che in Italia ci si accorge di lui: il Corriere gli dedica un pezzo, il TG1 copia il pezzo del Corriere e fa un servizio; entrambi parlano della storia e non della musica: Vernon che si ritira in un bosco nel Winsconsin a smaltire una brutta delusione d'amore scrivendo queste canzoni, e si autopromuove da solo attraverso Internet. Del nome Bon Iver quasi non si fa menzione.
Una bella storia, certe volte funziona meglio di una bella canzone, si sa. E comunque fa piacere che i media più generalisti che ci siano parlino di un disco così particolare e “indie”.
Perché questo è “For Emma, forever ago”. Un buon lavoro, cupo e introspettivo come può lasciar intuire la sua genesi solitaria. Si inserisce in un filone che sembra andare di moda, ultimamente, quello dell'indie rock “vocale”: come già per i Fleet Foxes, questo disco basa molto del suo fascino sull'uso stratificato delle voci, su basi musicali scarne, ancora più scarne di quelle della band di Seattle.
Il risultato è un buon disco, con momenti davvero notevoli, come la già citata “Skinny love” (più bella nella versione dal vivo eseguita al Letterman che in quella su disco) e “Re: stacks”. Anche l'EP "Blood bank", in uscita in questi giorni e già ascoltabile su Myspace, non sposta di molto il tiro. Pur essendo la prima incisione da band, è composto da 4 canzoni minimali, che aggiungono solo le chitarre elettriche nella title-track e - sul serio - il vocoder in "Woods".
Al di là della intrigante storia, la musica di Bon Iver non è per tutti. "For Emma, forever ago" è solo un bel disco, ma anche con qualche momento di stanca, ed alcune grandi canzoni.

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