«DESIRE - French Affair» la recensione di Rockol

French Affair - DESIRE - la recensione

Recensione del 21 ott 2000

La recensione

Un disco allegro e ben prodotto, questo della ventiseienne Barbara Alcindor, ovvero colei che si nasconde dietro quei French Affair che con la divertente, ammiccante, "unz unz" canzone "My heart goes boom" ci hanno martellato per tutta l'estate. Un disco, peraltro, da cui si capisce che a Barbara e ai suoi piacciono molto una serie di cose. Che elencheremo di seguito:
1. La dance anni Settanta. Per convincersene ascoltate "Do what you like" e "Poison", poi guardatevi attorno in cerca di John Travolta e Olivia Newton John. E, inoltre, "I want your love": non vi ricorda la celeberrima "I feel love" di Moroder?
2. La dance in genere. Ne è testimonianza tutto l'album, e non dateci dei superficiali: questo è un progetto coerente, che si snoda dall'inizio alla fine seguendo un percorso preciso, e non un'accozzaglia di canzoni messe lì tanto per fare numero.
3. La Francia. Nemmeno questa è un'affermazione superficiale: Barbara infila il suo affascinante accento parigino un po' dappertutto, anche in "If you give me credit", interessante cover di una canzone di Burt Bacarach.
4. I saccheggi e le miscele. I fratelli Deyer, ovvero i produttori che si sono occupati di questo album, mescolano un po' tutto: campionano persino "Moments in love", degli Art of Noise, che fa capolino in "I can't say goodboye". E poi, in chiusura di album, ospitano due remix diversi: quello di "My heart goes boom" e quello di "Do what you like".
5. L'interattività. Non fermatevi all'ascolto del disco: se lo infilate in un pc, potrete farvi un giro lungo la traccia multimediale dell'album, che non è la solita bufala, ma uno spazio ricco e ben concepito in cui trovate video, foto e altre amenità.
(Paola Maraone)
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