«FEMITA - Laura Pescatori» la recensione di Rockol

Laura Pescatori - FEMITA - la recensione

Recensione del 05 gen 2021 a cura di Franco Zanetti

Voto 6,5/10

La recensione

Il tema del rock al femminile sta particolarmente a cuore a Laura Pescatori, che già gli ha dedicato un curioso libretto un piao d'anni fa (l'ho segnalato qui).

Personalmente detesto le categorizzazioni, e non condivido l'assunto - dichiarato nella prefazione - secondo il quale "La donna fa ancora fatica ad essere accetttata come rockstar. e la colpa ricade su una società ancora pienamente patriarcale, sessista e machista". Ci sono ragioni più articolate e complesse, e mi appare semplicistico addossare al resto del mondo le responsabilità di una situazione che ha le sue cause anche in chi lamenta l'esclusione, o comunque la scarsa considerazione.
Ma non è qui che serve affrontare il tema. Qui si raccontano libri, e quello della Pescatori è, in buona sostanza, una raccolta di interviste a donne più o meno note, più o meno affermate, che - ognuna a suo modo - "fanno rock", e quindi corrispondono al sottotitolo che recita "femmine rock dello stivale". L'autrice è competente in materia di repertori, lo si capisce dalle domande che rivolge alle sue interlocutrici. Alcune delle quali hanno già uno status, sulla scena musicale: vuoi di notorietà, vuoi di stima critica, vuoi di storicità. Le intervistate sono 39: si va da Jula De Palma e Giovanna Marini e Teresa De Sio a Mara Redeghieri, Cristina Donà e Eva Poles, da Jenny Sorrenti a Erica Mou a AmbraMarie, e c'è anche la mia amica Serena Abrami, che firma la postfazione. 
Le sei pagine di "Conclusioni", in cui l'autrice ricorda e cita molte artiste che non ha intervistato, sono purtroppo affrettate e superficiali, oltre a contenere qualche imprecisione. Peccato soprattutto che la Pescatori continui a perpetuare una leggenda: in "Caro preside" (una canzone del suo album "Donatella Rettore, 1977), Rettore NON affronta "un tema molto drammatico come la pedofilia e le violenze sessuali" - l'affermazione è del tutto infondata, e basterebbe andarsi a riascoltare la canzone per verificarlo

o leggerne il testo qui.
Però è scritto su Wikipedia, come fosse un oracolo, e l'hanno già ripreso in tanti, fra cui Giulia Cavaliere su "Corriere.it" e  Silvana Palazzo su "Il Sussidiario". 
La verifica delle fonti è, purtroppo, una buona pratica non più applicata.

Franco Zanetti

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