«INACUSTICO D.O.C. & MORE - Zucchero» la recensione di Rockol

Zucchero, "Inacustico" less is more

Per la prima volta il musicista emiliano pubblica un album acustico

Recensione del 03 giu 2021 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

La recensione

A quasi quaranta anni dalla uscita del suo primo album, "Un po' di Zucchero" è del 1983, Adelmo Fornaciari pubblica il suo primo disco interamente acustico.

"Inacustico D.O.C. & more", è questo il titolo del nuovo disco. Un album figlio della pandemia da Covid-19 che ha costretto i musicisti ad interrompere le loro attività in concerto - con tutto ciò che gira intorno ai tour - 'regalando' del tempo libero per pensare ed ideare nuovi progetti, oltre che per comporre nuove canzoni. In questo anno abbondante di forzata inattività, Zucchero non è rimasto fermo a contarsi le dita, ma ha messo mano per ben due volte alla sua ultima fatica discografica, ."D.O.C.", pubblicata nel novembre 2019. Una prima volta nel dicembre 2020, quando ha dato alle stampe una edizione deluxe di "D.O.C." impreziosita dall'aggiunta di sei canzone inedite, tra queste il duetto con Sting in "September"; ed ora con una rivisitazione in veste acustica (con qualche minima e perdonabile concessione elettrica) dei brani inclusi in "D.O.C." e di alcuni, per l'esattezza undici, scelti dal suo vecchio (ma non vecchissimo) repertorio, per un totale di venticinque canzoni.

Sugar Unplugged

"Inacustico D.O.C. & more" giunge piacevolmente gradito ed è davvero sorprendente che a Sugar ci siano voluti quasi quaranta anni per misurarsi con l'alveo unplugged. Una modalità che parrebbe tagliata su misura per lui che è uomo e artista legato alle radici, nella vita come nella musica. Radici e anima sono le fondamenta dei generi musicali che lui da sempre predilige e indica come suoi punti di riferimento, ovvero blues, soul, gospel, naturalmente applicati alla nostra tradizione musicale e culturale. Sorprende doppiamente perché la gran parte delle canzoni scritte e interpretate dal musicista di Roncocesi sono davvero perfette per la resa acustica, poiché queste, molto spesso, fanno leva proprio sull'intensità del sentimento, dell'anima e delle parole, ingredienti essenziali per una esecuzione spogliata dall'arrangiamento.

"D.O.C." in acustico: less is more

Le canzoni di "D.O.C." (pensato in larga parte a chilometro zero, nella sua Lunisiana Soul a Pontremoli, tra Toscana e Liguria), che, come scrivemmo sulle nostre pagine nella recensione dell'album al tempo della sua uscita, "profumano di campi, che hanno i colori caldi dei tramonti, che rinsaldano le radici... con poche metafore e tanta concretezza nel linguaggio", si adattano all'ambito acustico e la loro resa, infatti, fornisce un ottimo risultato finale. Fors'anche – de gustibus - superiore a quello dell'album originale. Ed è gustoso e interessante anche l'ascolto delle versioni chitarra (o pianoforte) e voce degli undici brani tratti dagli album precedenti del cantautore emiliano che completano questa pubblicazione.

La qualità, prima di tutto la qualità

Al tirar delle conclusioni non si può che promuovere con pieni voti questo primo esperimento acustico ufficiale di Zucchero. In realtà i dubbi che "Inacustico D.O.C. & more" potesse deludere le attese erano quasi inesistenti. Al fondo di ogni riflessione e considerazione che può essere avanzata riguardo un'uscita discografica, non si deve mai scordare che la materia prima di cui si compongono i dischi sono le canzoni. Se quelle sono di prima scelta e, in più, se di prima scelta è anche il loro interprete, come in questo caso, diventa pressochè impossibile non apprezzarne la riuscita. Insomma, anche a questo giro, Zucchero non ha sbagliato il colpo.

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