«NICE, FRANCE, 1997 - Bruce Springsteen» la recensione di Rockol

Bruce Springsteen e il tour in solitudine

Il Boss pubblica un nuovo album dal vivo, tratto dal concerto acustico a Nizza del '97: storia di un periodo in cui suoi biglietti erano introvabili in Italia, e si doveva andare all'estero per vederlo...

Recensione del 09 feb 2021 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

Le pubblicazioni mensili di concerti dagli archivi di Bruce Springsteen sono diventate un luogo di riscoperta del suo repertorio e un appuntamento atteso e discusso, anche con toni accesi, dai fan sui forum. Escono il primo venerdì di ogni mese: quello di febbraio 2021 è uno show interessante per i fan italiani, la data a Nizza del tour di “The ghost of Tom Joad”, 18 maggio 1997. È il quarto concerto di questo tour ad essere pubblicato, ma è interessante perché è vi assistettero molti connazionali: la città della Costa Azzurra è appena al di là del confine della Liguria e meta storica di villeggiamento per il nord ovest del nostro paese. In quel periodo i biglietti per Springsteen erano praticamente impossibili da trovare in Italia.

Il primo tour acustico

Il tour del ’96-’97 fu il primo in acustico del Boss. Arrivò dopo quello con l’“altra band” del ’92-93: Springsteen aveva riunito temporaneamente la E Street Band nel ’95 per il “Greatest hits”, poi aveva deciso di proseguire in solitudine con “The ghost of Tom Joad”. La band storica sarebbe tornata in tour solo nel ’99.

Tra il ’96 e il ’97 Springsteen passò diverse volte dall’Italia, a partire dalla famosa e discussa partecipazione al Festival di Sanremo con Pippo Baudo. Le tre date nei teatri della primavera del '96 (Roma, Milano, Genova) generarono una richiesta impressionante di biglietti, con gente accampata fuori dai negozi la notte prima dell’apertura delle vendite. Springsteen così tornò un anno dopo, nel ’97, per due date a Firenze e Napoli, ma l’accesso alla data di Nizza si rivelò più facile, complice la capienza da 2500 posti del Palais De Congres, maggiore di quella dei teatri italiani.

In viaggio verso la Francia

Un amico mi procurò i biglietti: spesi volentieri 250 franchi, una bella cifra per il tempo. Avevo ancora nelle orecchie i bootleg dei concerti in solitudine a Los Angeles di qualche anno prima e pensai “Quando lo rivedo in acustico, da solo?”.
Lo avrei visto altre in quella veste due volte negli anni successivi, nel 2005 e nel 2018: a Milano per il tour di "Devils & dust" - ma in un palazzetto - e Broadway, per uno dei concerti più emozionanti della mia vita.

 Quel tour ormai lo davo per perso e quei biglietti furono una benedizione:  tornai dai miei genitori in Piemonte, poi io e il mio amico salimmo in macchina, attraversammo il colle di Tenda e arrivammo all’Acropolis di Nizza, poco lontano da Place Massena, il centro commerciale della città, e ci trovammo tanti italiani.

Un concerto bello e straniante

Il concerto fu bello e straniante: in scaletta ben 9 canzoni dell’ultimo album, e molte canzoni a me praticamente sconosciute: erano i tempi in cui non girava tutto in rete, avevo sentito quei titoli, avevo letto qualche recensione, ma quei brani inediti non li avevo mai sentiti. Bruce chiedeva spesso silenzio e c0rabo molte parti parlate in cui raccontava storie, una cosa a cui non si era così abituati: i tempi di “Broadway” erano ancora lontani e non e quello che oggi va sotto il (terribile) nome di "storytelling" era quasi una novità, sicuramente in dosi così massicce.
Le riletture delle canzoni più note erano interessanti, soprattutto “Darkness on the edge of town” suonata con una 12 corde come “Murder incorporated”. Ogni sera c'era qualche sorpresa: a Nizza toccò una "You can look (But you better not touch)", perché "Elvis is in the building": era Costello, seduto in platea.

Risentire oggi questa registrazione - pressoché perfetta e cristallina - permette di rivalutare questi brani, soprattutto dopo che la dimensione intima e riflessiva di Springsteen è consolidata da altri album e tour, soprattutto dal “On Broadway”. Le canzoni di “Tom Joad”, più che figlie di “Nebraska” sembrano anticipare “Western stars” e in scaletta ci sono classici interessanti del primo periodo (“It's Hard To Be A Saint In The City”, “Growin' Up”) e rarità/inediti come “Brothers Under The Bridge” e “It’s the little things", mai incisa su disco.

Aspettiamo ancora che Springsteen si decida a pubblicare le registrazioni ufficiali di concerti storici come San Siro ’85 e San Siro 2003: per ora l’unico show italiano inserito in catalogo è Roma 2013. Ma questa pubblicazione è comunque una “Nice little suprise” per i fan italiani, e un bel concerto acustico a prescindere.


SETLIST

The Ghost of Tom Joad
Atlantic City
Straight Time
Highway 29
Darkness on the Edge of Town
Murder Incorporated
Highway Patrolman
It's Hard to Be a Saint in the City
It's the Little Things
Red-Headed Woman
Two Hearts
Brothers Under the Bridge
Born in the U.S.A.
Dry Lightning
Long Time Comin'
Sinaloa Cowboys
The Line
Balboa Park
Across the Border
You Can Look (But You Better Not Touch)
Working on the Highway
This Hard Land
Growin' Up
Galveston Bay
The Promised Land


 
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