«FOGERTY'S FACTORY - John Fogerty» la recensione di Rockol

La famiglia Fogerty dona conforto al tempo dell'epidemia

Durante il lockdown l'ex leader dei Creedence Clearwater Revival e figli hanno rivisitato alcune grandi canzoni.

Recensione del 18 gen 2021 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7/10

La recensione

A leggere quanto dichiarato da John Fogerty l'idea è venuta alla moglie Julie.

Quasi un anno fa, quando il mondo aveva fatto conoscenza con un virus che prometteva - e quel che ha promesso ha purtroppo anche ampiamente mantenuto - di essere di quelli che si sarebbero ritagliati un capitolo nelle pagine dei libri di storia e si è dovuto ricorrere alla chiusura forzata nelle proprie case per limitarne la diffusione, la signora Fogerty ha consigliato il marito di coinvolgere la figliolanza tutta e fare uso della musica quale balsamo per l'anima. Queste le sue parole: "Quando il mondo si è fermato a marzo a causa della pandemia, la notizia è stata tetra e spaventosa. Eravamo tutti insicuri di tutto ciò che un tempo sapevamo o che davamo per scontato. Tuttavia, ha anche riunito molti di noi, abbiamo presto scoperto di avere un tempo che non avevamo mai avuto prima. La nostra famiglia voleva fare qualcosa che potesse portare un sorriso o aiutare gli altri, così Julie ci ha suggerito di portare della musica per alleviare un po' il dolore che tutti sentivamo. Nella nostra famiglia, la musica ci ha portato tanta gioia e abbiamo pensato che avremmo potuto in qualche modo condividere questa gioia in una forma pura. Così, ci siamo riuniti nel nostro studio di casa.".

John & Sons

L'attempato John – sì, insomma, nonostante l'immancabile camicia a quadri e una infingarda tintura per capelli sono comunque settantacinque primavere – ha preso la palla al balzo, ha distribuito gli strumenti ai figli Shane e Tyler, che hanno già avuto modo di accompagnare il celebre padre in concerto, e all'ultimogenita Kelsy, per rivisitare alcune canzoni del repertorio dei Creedence Clearwater Revival, del suo repertorio solista, con l'aggiunta di due cover: "City of New Orleans", pubblicata nel 1971 per opera dello sfortunato (morì a causa di una leucemia a soli 36 anni nel 1984) musicista folk di Chicago Steve Goodman e "Lean on Me", brano del 1972, tra i più noti del cantautore statunitense Bill Withers, scomparso lo scorso 30 marzo all'età di 81 anni.

L'immagine di copertina

Come ha ben spiegato l'ex leader dei Creedence Clearwater Revival, i Fogerty sono stati il braccio musicale che ha realizzato le idee indicate dalla mente di Julie.

Quindi sono sue le intuizioni che stanno dietro il nome di quelle sessions nate in principio per il web, "Fogerty's Factory" - a parafrasare il titolo dell'album uscito nel luglio 1970 dei Creedence "Cosmo's Factory" - che, in un secondo tempo, anche l'immagine di copertina del disco che riprende, a cinquanta anni di distanza, il medesimo artwork. Così John dà a Julie ciò che è di Julie: "Julie aveva detto di chiamarla 'Fogerty's Factory'! Eravamo lì, tutta la famiglia che si riuniva e produceva musica senza un vero scopo se non quello di condividere il nostro amore per la musica e la famiglia in un momento molto difficile. Abbiamo persino ricreato l'iconica copertina di 'Cosmo's Factory' usando cose che avevamo in casa. È venuta fuori perfettamente".

Canzoniere americano

Le canzoni incluse in "Fogerty's Factory", sono le grandi canzoni scritte da John Fogerty che fanno parte, a pieno diritto, del canzoniere americano. Le versioni proposte dalla famiglia Fogerty possono non essere all'altezza degli originali, ma, intendiamoci, possiedono comunque una loro più che dignitosa qualità e assolvono allo scopo per le quali sono state chiamate in causa. Questo il motivo per cui l'ascolto dell'album andrebbe affiancato alla visione dei vari video pubblicati dai Fogerty, poiché è da lì ha preso le mosse e si è sviluppato questo progetto. A partire dalla clip di "Centerfield" - brano dedicato al baseball pubblicato da Fogerty nell'eponimo album solista del 1985 – che vede i quattro eseguire la canzone in piedi al centro del campo del Dodger Stadium di Los Angeles completamente vuoto con i tabelloni pubblicitari a fare gli auguri a John per il suo 75esimo compleanno.

Il nuovo inedito

Nulla di nuovo sotto il sole della California. John Fogerty non pubblica un album di inediti da tempo immemorabile e non è detto che ne pubblicherà in futuro. La sua ultima fatica, "Wrote a Song for Everyone", uscì nella primavera del 2013 e altro non era che una riproposizione in duetto di suoi vecchi brani di successo, con l'aggiunta di tre inediti.

Quindi, considerato che, del futur (soprattutto di questi tempi) non v'è certezza, si apprezzi oltre alla forma anche lo scopo dell'operazione e l'ennesimo riascolto di queste grandi canzoni. Magari aggiungendo al pacchetto anche l'ultima nata, non inclusa nel disco, "Weeping in the Promised Land", brano, questo sì inedito, pubblicato dal .cantautore nato a Berkeley non più tardi di un paio di settimane fa, dedicato agli avvenimenti del 2020.

TRACKLIST

01. Centerfield - Dodger Stadium Version (04:01)
02. Have You Ever Seen The Rain? - Fogerty's Factory Version (02:37)
03. Lean On Me - Fogerty's Factory Version (04:24)
04. Hot Rod Heart - Fogerty's Factory Version (03:10)
05. Blue Moon Nights - Fogerty's Factory Version (02:56)
06. Tombstone Shadow - Fogerty's Factory Version (04:07)
07. City Of New Orleans - Fogerty's Factory Version (04:44)
08. Proud Mary - Fogerty's Factory Version (03:16)
09. Blueboy - Fogerty's Factory Version (04:01)
10. Bad Moon Rising - Fogerty's Factory Version (02:27)
11. Fortunate Son - Fogerty's Factory Version (02:35)
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