«FAMOSO - Sfera Ebbasta» la recensione di Rockol

Sfera Ebbasta si moltiplica come i Gremlins

Il nuovo album del rapper di Cinisello è un mix di generi e stili in cui la parte sonora sovrasta quella testuale, ormai quasi ininfluente per costruire un immaginario.

Recensione del 20 nov 2020 a cura di Claudio Cabona

Voto 6,5/10

La recensione

Sfera Ebbasta si è moltiplicato ed è affamatissimo di sonorità variegate che passano dalla trap ai ritmi latini e orientali fino al pop più smaccato, non disdegnando anche parti strumentali leggermente più complesse. Ha fatto come i Gremlins delle mitiche pellicole anni ’80, creature dalle più svariate personalità pronte a infestare le città. Sfera punta alle classifiche, non solo a quelle italiane, come dimostrano i tanti feat internazionali (qui il nostro approfondimento). La vera evoluzione di “Famoso”, rispetto a “Rockstar” del 2018, è che il rapper Cinisello cavalca diverse onde, modificando e modellando maggiormente la voce rispetto al passato, ma mantenendo sempre e comunque uno stile riconoscibile.

La bilancia fra suoni e testi

Il grande merito è soprattutto delle soluzioni sonore di Charlie Charles, direttore artistico del progetto e produttore inseparabile di Sfera, oltre che di Junior K, Drillionaire, Sky Rompiendo, London on da Track, Diplo e Steve Aoki, tutti pezzi da novanta nello scolpire i suoni. La parte musicale è dominante ed è il vero cuore di “Famoso”: a Sfera va comunque riconosciuto il merito di modellarsi e adattarsi con convinzione ai vari cambi di passo. Il filtro con cui va letto musicalmente l’album, ovviamente, è quello del genere urban: si tratta di un sound pensato per far ballare, muoversi, cantare ritornelli che rimangono in testa con un effetto chewingum. Proprio per questo, ormai, i testi di Sfera sono al puro servizio del ritmo, non graffiano, non dicono nulla di nuovo e di significativo, tranne qualche frase a effetto. Inutile cercare profondità a tutti i costi in questo genere di musica, non è l'approccio consigliato. Ma dopo quaranta minuti di tipe, cash che non colmano la fame, banali cliché sul tormento del successo, si ha come l’idea di non aver ricevuto quasi nulla sul fronte del contenuto. C’è un abisso fra il mood e i testi di “XDVR” del 2015: Sfera è passato dal piccolo parco di Cinisello allo studio-parco giochi di Steve Aoki e quindi è normale ci sia stato un cambiamento radicale, ma la forza della scrittura di Sfera in questo nuovo capitolo si è abbassata notevolmente, risultando ancora più stereotipata rispetto a “Rockstar”.

Sul fronte sonoro le invenzioni sono tante: si passa dal piano voce di “Bottiglie Privé” alla martellante “Abracadabra” con Future, star della trap mondiale, fino al dolcetto per TikTok “Baby”, pezzo latineggiante con J Balvin. “Macarena” con Offset, è il classico pezzo che punta sull’effetto tormentone, mentre “Hollywood” ha un impianto musicalmente diverso: Sfera gioca cantando “avrei voluto fare il rock come i Red Hot” e segue con la voce un ritmo più veloce. “TikTok”, con Marracash e Gué Pequeno in spolvero, e “Male” sono i pezzi più classici del bagaglio di Sfera, mentre “Giovani re” è una sorpresa: un pezzo elettronico, più dance, uno dei più riusciti del progetto. “Gelosi” e “6Am” scorrono veloci e fanno da apripista a “Salam” venato da un sound caldo e orientale. “Gangbang”, con un Lil Mosey in forma, ha una sorta di effetto nostalgia, mentre il freestyle finale, prodotto dallo stesso Sfera, è puro ego trip. Qui la voce del rapper è più dura e scavata, non flirta con l’autotune, e si mostra più autentica. Un vero pezzo rap. 

TRACKLIST

02. Abracadabra (feat. Future) (03:13)
03. Baby (feat. J Balvin) (03:14)
04. Macarena (feat. Offset) (02:38)
05. Hollywood (feat. Diplo) (03:12)
06. TikTok (03:50)
07. Male (02:42)
08. Giovani Re (02:48)
09. Gelosi (03:04)
10. 6AM (03:09)
11. Salam Alaikum (feat. 7ARI e Steve Aoki) (02:30)
12. Gangang (feat. Lil Mosey) (02:51)
13. $€ Freestyle (02:44)
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