«JEWEL BOX - Elton John» la recensione di Rockol

Lo scrigno dei gioielli (sconosciuti) di Elton John

Un cofanetto che nella sua versione da 8 CD Super DeLuxe Edition ci propone 148 canzone divise tra inediti, versioni differenti e canzoni minori, ben raccontate nelle note contenute nel libro. Un viaggio nella nostalgia di un artista dai mille volti.

Recensione del 18 nov 2020 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

Dopo l'autobiografia (“Rocketman”, da rivedere per apprezzare), il tourr di addio (passato anche dall'Italia)  e l'autobiografia (“Me” edito da Mondadori) mancava solo una sontuoso cofanetto per celebrare il talento di Elton John, specialmente quello brillantissimo dei primi anni. 

Il contenuto del box

“Jewel Box” è proprio il tesoro che i fan si aspettavano ma che può essere apprezzato anche da chi lo conosce meno: si tratta di una ricchissima raccolta di 148 brani tra rarità, brani inediti e pezzi meno conosciuti ma che raccontano al meglio la folgorante carriera dell'ex ragazzo timido, cresciuto alla periferia di Londra. “Jewel Box” nella sua versione più ricca (la Super Deluxe Edition) consiste in 8 cd che raccontano tutto il periodo 1965-2019, tre dei quali contengono brani già editi, ma non itroppo conosciuti al grande pubblico, mentre i rimanenti cinque svelano i gioielli a cui il titolo del box fa riferimento: demo, brani inediti, outtakes e b-sides, la maggior parte dei quali del periodo iniziale della carriera. Ma andiamo per gradi. 
 

I Deep Cuts

I primi due dischi sono in pratica una raccolta di brani selezionata da Elton John - in buona sostanza i suoi preferiti - molti dei quali non sono nemmeno diventati dei singoli. Nel box è contenuto anche un volume dove racconta le motivazioni e le storie relative a queste canzoni. Una buona parte riguarda le sue collaborazioni con Leon Russel e i pezzi tratti da Captain Fantastic (1975) come ad esempio la bellissima “We all fall in love sometimes” oppure l'elegante “Blues for baby and me” (1973) che Elton considera la strana sorellastra di “Tiny Dancer”. In pratica Elton John immagina una sorta di universo parallelo in cui è “(Gotta get a) Meal Ticket” il suo pezzo rock più conosciuto e non ad esempio “The Bitch is back” o “Saturday Night's Altright...”.

L'ottavo disco (“And this is me”) raccoglie invece le canzoni che sono esplicitamente raccontate nella sua autobiografia: una selezione che diventa quindi una sorta di seduta psicanalitica in cui rivela, ad esempio che “All the Nasties” tratto da “Madman across the water”  era la canzone sulle sue paure di uscire nei primi anni settanta e ci dà l'occasione di riascoltare pezzi come  “I think I'm going to kill myself” o “Philadelphia Freedom”, ma anche la canzone cantata con Taron Egerton e composta per il film “Rocketman”. 

Gli inediti

Ma evidentemente sono le 100 canzoni inedite, tra pezzi totalmente nuovi e versioni differenti, a far scuotere i cuori e gli animi degli appassionati di Elton John. A colpire sono soprattutto le canzoni dei primi anni frutto della collaborazione tra John e il sodale Bernie Taupin. “Trovo difficile comprendere quanto io e Bernie fossimo prolifici durante i primi giorni” rivela Elton John nel ricco libro dalla copertina rigida contenuto nel cofanetto. Difficile fare una scelta, perché le canzoni sono tutte di una qualità straordinariamente alta. Dalla primissima canzone pubblicata “Come Back Baby”(1965) alle prime collaborazioni della coppia come  “Sing me non sad songs”, dal titolo che oggi semprerebbe provocatorio. 

Perfette canzoni pop come “Turn to me”, “Regimental Sgt. Zippo” che fa un po' il verso ai Beatles psichedelici, oppure la bacharachiana “Taking the sun from my eyes” e la sua versione di “I can't go on living without you” che poi regalò a Cilla Black. Ci sono le versioni solo piano di canzone note come “Amoreena” che ha un fascino fragile anche per il modo in cui cerca di nascondere l'accento inglese per dare un mood americano oppure la bella “When I was Tealby Abbey” caduta nell'oblio. 
Ma fermiamoci qui, per concludere dicendo che “Jewel Box” è la quintessenza per i fan di Elton John ma anche per chi riconosce l'immenso talento del cantante inglese specialmente nel periodo dei primi anni 70. Una raccolta costruita con una cura e un pensiero profondo che vi terrà compagnia per molti mesi e anni. 

TRACKLIST

#1
01. Monkey Suit (04:44)
06. Gone To Shiloh (04:49)
09. The Power (06:26)
11. The Bridge (03:35)
14. The North (05:16)
15. Hoop Of Fire (04:17)

#2
05. Freaks In Love (04:35)
08. House (04:28)
14. My Quicksand (04:47)

#3
01. Come Back Baby (02:48)
02. Mr. Frantic (02:23)
07. Mr. Lightning Strikerman - Piano Demo (03:06)
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