«CHROMATICA - Lady Gaga» la recensione di Rockol

Pop o avanguardia? Lady Gaga fa la guerra a sé stessa: "Chromatica"

"Chromatica" farà discutere. Sarà il disco della nuova trasformazione artistica di Lady Gaga ("Am I still alive?", si domanda in "Replay") o l'ennesimo banco di prova? La recensione.

Recensione del 29 mag 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Vuole tornare a casa. Anzi no, vuole essere portata nel paese delle meraviglie. Vuole che tu le faccia compagnia. Anzi no, preferisce restare da sola. Un attimo prima ride, l'attimo dopo piange. Ora ha voglia di ballare. Ora, invece, è depressa: "Chiamate il 911", dice in una canzone (è il numero di emergenza negli Stati Uniti). Bentornati nel mondo di Lady Gaga. Se siete arrivati fin qui, cioè se avete seguito le vicissitudini della sua travagliata carriera, fatta di ascese, cadute, redenzioni e non pochi colpi di scena, sapete che Gaga non è nuova a queste storie: è sempre sfumato il confine tra realtà e finzione, tra il personaggio dell'artista forsennata e la persona che vede la realtà a modo suo. Ma state attenti, perché stavolta potreste perdervi ancor prima di entrare.

Se pensavate di ritrovare sulla porta la popstar statunitense con indosso i panni di "Joanne", l'album della svolta simil-country, o quelli di Ally Campana, la talentuosa cantante protagonista di "A star is born", beh, vi sbagliavate. La Lady Gaga di "Chromatica" non suona la chitarra, non canta ballate strappalacrime, non indossa cappelli a falda larga. In questo nuovo album interpreta un altro personaggio - l'ennesimo - e cambia ancora una volta stile, disorientando: ora è una guerriera a capo di una delle tribù che popolano il mondo in cui sono idealmente ambientate le canzoni del disco, animato dalle faide tra i vari clan (come nel video del singolo "Stupid love"). Un concept neanche così difficile da raccontare, ma ricco di sottotesti tutti da decifrare che - a detta della cantante - riguardano tematiche come l'inclusività, l'uguaglianza, il senso di comunità. Come sempre quando si parla di Gaga, tanta (troppa?) carne al fuoco. Meglio ragionare di musica, allora.

In "Chromatica" Stephanie Germanotta prova a recuperare i guizzi pop dei primi dischi, "The fame" e "Born this way", unendoli con le pseudo-sperimentazioni di "Artpop", tanto amato da alcuni fan ma anche parecchio contestato (e dopo anni ripudiato dalla stessa popstar), cercando un equilibrio tra la sua vena melodica e quella più avanguardista. Da un lato c'è la Lady Gaga che duetta con Ariana Grande ("Rain on me") e le sudcoreane Blackpink ("Sour candy" suona come una strizzatina d'occhio al mondo del k-pop, il pop coreano, diventato un fenomeno globale), e si assicura un potenziale da milioni di streams; dall'altro c'è quella che coinvolge nella produzione del disco producer e dj poco blasonati nel pop mainstream come i francesi Tchami (c'era il suo zampino già in alcuni pezzi di "Artpop"), Madeon (25 anni) e Morgan Kibby (è la frontwoman della band indie losangelina dei Romanovs e ha collaborato con gli M83), affiancandogli i più noti Axwell e Skrillex.

Difficile dire se l'esperimento sia effettivamente riuscito. Il fatto è che per quanto la cantante e BloodPop, promosso qui a produttore esecutivo dopo la collaborazione per "Joanne", si siano sforzati di farle andare quanto più possibile d'accordo tra loro, le due anime musicali di Lady Gaga faticano a vivere in armonia e vanno spesso in conflitto. Non appena l'una prova a prevalere sull'altra proponendo melodie allettanti o idee affascinanti, l'altra entra a gamba tesa con produzioni dallo stile forte, fatte di suoni per lo più elettronici talvolta troppo ingombranti, tra sintetizzatori, tastieroni e drum machine. Le ballate, che nei dischi degli esordi, tra un inno dance pop e l'altro, non erano comunque mancate ("Speechless", "Yoü and I", "Hair"), qui non ci sono: da "Alice" a "Babylon", passando per "Free woman", "Plastic doll" e "Enigma", il mondo sonoro di riferimento stavolta è quello dell'eurodance, dell'EDM e della musica house.

È un conflitto, quello tra queste due anime, che permea tutto il disco: non risparmia neppure il duetto con Elton John su "Sine from above" (mr. "Crocodile rock" qui canta su un beat dance pop che non si addice benissimo alle caratteristiche della sua voce), e che si traduce in una schizofrenia musicale: "My biggest enemy is me", canta in "911". Ci sono buone idee, come il beat house di "Soud candy", che però finisce presto sullo sfondo, travolto dai tastieroni, o come l'omaggio (implicito?) ai Daft Punk e ai Depeche Mode di "Just can't get enough" della stessa "911", esperimento synth-pop che però rimane appena abbozzato. Idee interessanti, ma che mancano totalmente di sviluppi ed evoluzioni. Poche le eccezioni, che risollevano un po' le sorti di un disco confuso e sconclusionato: "Stupid love" è un buon singolo, che fa la sua parte all'interno del disco; "Fun tonight" in certi passaggi potrebbe ricordare la Lady Gaga più intimista, e con autocitazioni come "You love the paparazzi, love the fame / even though you know it causes me pain" riesce comunque a strapparti un mezzo sorriso; "Babylon", che si discosta leggermente dalle atmosfere Anni '90 dell'album per recuperare sapori più Anni '80.

I fan, una volta svanito l'hype legato all'uscita, lo promuoveranno come avevano fatto per "Born this way" e "Joanne" o lo bocceranno come nel caso di "Artpop"? Una cosa è certa: in un modo o nell'altro, se ne parlerà a lungo: dopo l'era di "Joanne" e "A star is born", è questo disco il vero banco di prova della sua carriera.

TRACKLIST

01. Chromatica I (01:00)
02. Alice (02:57)
03. Stupid Love (03:13)
04. Rain On Me (with Ariana Grande) (03:02)
05. Free Woman (03:11)
06. Fun Tonight (02:53)
07. Chromatica II (00:41)
08. 911 (02:52)
09. Plastic Doll (03:41)
10. Sour Candy (with BLACKPINK) (02:37)
11. Enigma (02:59)
12. Replay (03:06)
13. Chromatica III (00:27)
14. Sine From Above (with Elton John) (04:04)
15. 1000 Doves (03:35)
16. Babylon (02:41)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.