«(DIS)AMORE - Perturbazione» la recensione di Rockol

Le storie e le chitarre dei Perturbazione: "(Dis)Amore"

La band torinese torna a quattro anni da "Le storie che ci raccontiamo", con un disco musicalmente più asciutto e ancora più a fuoco, che racconta l'arco di una storia d'amore, dall'incontro al disamore

Recensione del 29 mag 2020 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Un concept album di 23 canzoni con le chitarre. Basterebbero questi dati per capire quanto i Perturbazione vadano per la loro strada. "(Dis)amore" è un disco in cui confluiscono tutti i motivi per cui ci piace la band torinese: saper scrivere canzoni indipendentemente  dalle mode, saper raccontare storie, saper trovare sempre il suono giusto per raccontarle.

Anni fa intervistai Joe Jackson e gli chiesi perché aveva fatto un concept album. "Is concept album a dirty word?" mi rispose con il suo sarcasmo inglese. Figuratevi ora che le piattaforme favoriscono soprattutto i singoli... Ma l'album continua ad avere un suo senso di racconto e di testimonianza della vitalità artistica di una band. E che vitalità, per i Perturbazione: 23 canzoni che raccontano il percorso di una storia d'amore, dal primo incontro (la stupenda "Le spalle nell'abbraccio") al disamore, appunto, come in "Io mi domando se eravamo noi", che qua vedete in una home version per Rockol.

23 capitoli che costituiscono un arco narrativo (qua invece l'intervista a Tommaso Cerasuolo che spiega le origini letterarie del disco). Ma un percorso fatto di canzoni-canzoni, godibili fruibili indipendentemente dal concept. Rispetto a “Le storie che raccontiamo” (2016) e "Musica X" (2013), i Perturbazione hanno asciugato il suono, giocando soprattutto sull'interazione tra chitarre e sezione ritmica, citando qua e là i loro artisti preferiti (un  esempio per tutti il riff di "Taxi taxi" sembra uscire dritto da un disco degli Smiths), ma rimanendo fedeli a se stessi: questo album è la quintessenza dei Perturbazione. C'è poca elettronica, c'è qualche tastiera e c'è molta volontà di una forma-canzone classica sia nell'impianto musicale che  in quello melodico e narrativo.

Un disco che funziona sia in maniera lineare e organica, sia come una playlist, sia come una raccolta di racconti di Raymond Carver:  potrebbe essere stato scritto e inciso tanto negli anni '80 per certi riferimenti al pop rock di quel periodo, quanto 10 o 20 anni fa per come ha la band ha anticipato certi suoni ora diffusi nella musica italiana, quanto durante la pandemia (anche se per questo motivo è stato rimandato di un paio di mesi) per come suona attuale. Comunque bentornati.

 

TRACKLIST

02. Le regole dell'attrazione (02:45)
03. Ti stavo lontano (02:11)
04. Mostrami una donna (02:56)
05. La nuda proprietà (01:45)
06. Regime alimentare (02:36)
07. Le sigarette dopo il sesso (03:18)
08. Il ragù (01:41)
09. Chi conosci davvero (03:53)
10. Il paradiso degli amanti (04:06)
11. Non farlo (02:15)
12. Silenzio (03:00)
13. Taxi taxi (03:47)
14. L'inesorabile (02:33)
15. Lasciarsi a metà (03:11)
16. Conta su di me (04:15)
17. Le nostre canzoni (03:27)
18. Come i ladri (03:59)
19. La sindrome del criceto (02:12)
20. Temporaneamente (02:25)
21. Dieci fazzolettini (02:57)
23. Le assenze (04:02)
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