«JOANNE - Lady Gaga» la recensione di Rockol

Lady Gaga - JOANNE - la recensione

Recensione del 21 ott 2016

La recensione

di Mattia Marzi

Lady Gaga è l'unica rockstar degli anni 2000, per attitudine: ribelle, provocatoria, esagerata, sopra le righe, dotata di un impulso creativo straordinario. La sua carriera fino ad oggi è stata un'opera teatrale mozzafiato, partita col botto quasi dieci anni fa con "The fame" e portata avanti con successo con "Born this way". Poi, però, la protagonista della rocambolesca pièce ha voluto fare il passo più lungo della gamba: ha esagerato, appunto, come ogni rockstar che si rispetti. Lo ha fatto pubblicando "Artpop", un disco che ha fatto saltare sulla poltrona gli spettatori: un album inetichettabile, troppo spesso incompreso e sottovalutato, un flop pazzesco a livello di vendite (2,5 milioni di copie vendute in tutto il mondo, praticamente un sesto di quelle vendute da "The fame"). "È finita", "Fallita", "Non ha più niente da dire", dicevano di lei, che nel frattempo si "ripuliva" l'immagine preparando un album di standard jazz con Tony Bennett.

Ora, a distanza di tre anni da "Artopop", arriva questo nuovo (attesissimo) lavoro in studio della rockstar Lady Gaga: "Joanne". Un ritorno alle hit scalaclassifiche dei primi due dischi, dopo il flop di "Artopop"? Manco per niente: "Joanne" è un altro atto dell'opera teatrale a cui facevamo riferimento sopra. Il fiasco di "Artpop" aveva portato la cantautrice americana fuori strada: Gaga sembrava essersi persa, disorientata ("I confess I am lost in the age of the social", canta lei nel pezzo conclusivo di questo disco, "Angel down"). Quando ha ripreso a scrivere, ha cominciato a scavare nel suo passato e nel passato della sua famiglia, riscoprendo anche la storia di Joanne Germanotta (da qui il titolo), una zia morta a 19 anni per lupus. Ha radunato attorno a sé una cerchia ristretta di collaboratori - tra produttori e musicisti - e quando è stato il momento di ritornare alla musica, ha preferito puntare tutto su un'immagine più pura e genuina: l'uscita del nuovo disco è stata anticipata da un tour che ha visto Gaga esibirsi in alcuni piccoli locali americani, come a voler ripartire dal basso.

"Joanne" è un album dall'attitudine rock'n'roll in cui Lady Gaga si spoglia e si mette a nudo, musicalmente parlando, mostrandoci il suo lato più emotivo e personale (in "Diamond heart" fa anche un accenno agli abusi sessuali subiti a 19 anni). Il disco, prodotto dalla cantautrice insieme a Mark Ronson e BloodPop (con la partecipazione di Kevin Parker dei Tame Impala, di Jeff Bhasker e di Emile Haynie), è spiazzante: piuttosto che ritornare ai pezzoni dance-pop degli esordi, Gaga sembra aver intrapreso l'ennesima nuova strada. A livello di sonorità, l'album mette insieme episodi più vicini al pop-rock ("Diamond heart", "Perfect illusion"), al country rock e all'indie rock ("A-YO", "Joanne", "Sinner's prayer" - con lo zampino di Father John Misty), al country blues ("Come to mama") e alle ballad pianistiche (la bellissima "Million reasons" e "Angel down"). L'elettronica c'è, ma viene relegata sullo sfondo, con il worldbeat in stile M.I.A. di "Dancin' in circles" (c'è lo zampino di Beck) e il duetto con Florence Welch su "Hey girl", che però sembra essere più vicino a certe produzioni anni '80 di Prince e Michael Jackson piuttosto che alle hit tamarre della prima Lady Gaga.

In uno dei momenti migliori del precedente album, il ritornello di "Aura", Gaga cantava: "Vuoi vedere la ragazza che si nasconde dietro l'aura, dietro il sipario, dietro il burqa?". E ce l'aveva fatta quasi vedere, quella ragazza che si nascondeva dietro il sipario: però, poi, il velo non lo squarciava. Ora, invece, il burqa lo lascia cadere a terra e non fa niente per raccoglierlo e ricoprirsi: Gaga ci mostra il suo volto puro, i suoi occhi e il suo "Diamond heart". "Dove sta il trucco? Dove sta l'inganno? I suoi fan capiranno questa ennesima svolta?", ti chiedi. Perché "Joanne" è un disco che disorienta e stordisce: sembra quasi una finzione dentro la finzione. Lei, per rassicurarci, sorride. Ma più che un sorriso rassicurante, il suo, sembra un ghigno beffardo: e se questo volto così puro fosse solamente un'altra maschera, una "perfetta illusione"?

TRACKLIST

01. Diamond Heart (03:30)
02. A-YO (03:27)
03. Joanne (03:16)
04. John Wayne (02:54)
05. Dancin' In Circles (03:27)
06. Perfect Illusion (03:02)
07. Million Reasons (03:25)
08. Sinner's Prayer (03:43)
09. Come To Mama (04:14)
10. Hey Girl (04:15)
11. Angel Down (03:49)
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