«SOLO ACOUSTIC VOL. 1 - Steve Wynn» la recensione di Rockol

Steve Wynn in acustico: un grande cantautore tra Dylan, Lou Reed e Bill Callahan

A poche settimane dal disco dei Dream Syndicate, un nuovo album totalmente in solitaria, originariamente pensato per un tour che si farà solo nel 2021

Recensione del 07 mag 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

La storia di Steve Wynn è da incorniciare e far studiare: negli anni '80 è il leader di una delle band rock americane più amate e stimate; ma a differenza di quelle di altri colleghi del periodo, la band implode fallendo il salto verso il mainstream. Lui si reinventa come solista e contemporaneamente tiene in piedi mille altri progetti paralleli, con musicisti a lui affini. Suona ovunque, e sempre con la stessa passione e la stessa carica di un tempo. Poi, dopo oltre 20 anni, riforma la sua prima band (i Dream Syndicate, ovviamente) e produce dischi al livello delle origini, se non meglio. L'ultimo è uscito un mese fa. 

La sua discografia è sterminata (e la trovate in larga parte sul suo sito, per pochi euro), con molti album venduti direttamente ai concerti, spesso fatti con una chitarra e via. Però in questa discografia mancava un album completamente acustico - la cosa che si avvicina di più è il suo secondo album da solo "Fluorescent" - di cui non a caso sono presenti un paio di pezzi in questo  "Solo Acoustic Vol. 1"

Anche la storia di questo albun storia è semplice ed esemplaare: Steve Wynn aveva in programma un tour acustico per questa primavera in America e per quest'autunno in Italia. È saltato tutto (nel nostro paese verrà recuperato nel marzo 2021), ma nel frattempo Steve aveva preparato un CD da vendere alle date, che ha deciso di mettere in vendita lo stesso, in digitale. E lo ha inciso con un modello di riferimento preciso: Bill Callahan.

Wynn ha raccontato di amare non solo la sua scrittura, ma il suo suono, il modo in cui suonano la sua voce e la sua chitarra. Così, in una pausa dal tour dei Dream Syndicate si è fermato ad Austin da Brian Beattie, il fonico di Callahan, e ha riletto un po' delle sue canzoni.

Il risultato è stupendo. La forza delle canzoni di Wynn magari vi è nota, se lo conoscete: una scrittura classica e ma mai banale. Che qua risulta ancora di più, con la voce che ti arriva dritta e la chitarra acustica con un poco di riverbero che suona ancora più piena. "Solo Acoustic Vol. 1" si apre con "Manhattan Fault Line", che nei concerti spesso diventa una chiusura corale. Qua invece è solitaria e minimale, come tutto il disco. Che comprende poche delle canzoni più conosciute del suo repertorio (da quello dei DS c'è di nota c'è solo "Merrittville"). Ma poco importa.

"Solo Acoustic Vol. 1" è un album che sta tra Dylan, Lou Reed (per il tono caldo e quasi recitato di alcuni passaggi) e ovviamente Bill Callhan. Steve Wynn è uno dei grandi cantautori americani degli ultimi decenni e non è sbagliato metterlo al livello di questi nomi: questo album inaspettato lo dimostra. Si trova solo Bandcamp e vale tutti i soldi, e anche di più.

TRACKLIST
1. Manhattan Fault Line 04:02
2. Merrittville 04:39
3. Like Mary 04:09
4. Crawling Misanthropic Blues 02:09
5. Freak Star 03:36
6. Morningside Heights 02:38
7. My Old Haunts 02:35
8. Is There Something I Should Know 02:42
9. Love Me Anyway 02:24
10.

Shades of Blue 03:10.
11. Layer By Layer 03:09
12. Anthem 03:57
13. Carry a Torch 04:26
14. If My Life Was An Open Book 03:39

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