«MANIC - Halsey» la recensione di Rockol

Halsey, vulnerabile e multiforme, mostra il suo vero volto

Nel suo terzo lavoro, “Manic”, la cantante pop sceglie la strada autobiografica e firma collaborazioni con Suga dei BTS, Dominic Fike e Alanis Morissette

Recensione del 17 gen 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

“Un prisma emotivo”. In un tweet Halsey prova a riassumere in poche parole il suo nuovo progetto, il terzo. Le sedici canzoni di “Manic” sono l’autobiografia di una ragazza di venticinque anni in tumulto, fra sogni, malinconie, relazioni clandestine, paranoie, ricerca di un amore e di un’identità: “Sono solo una ragazza incasinata che cerca il proprio pensiero. Non assegnarmi il tuo”, dice Clementine, protagonista del film “Se mi lasci ti cancello” (Eternal Sunshine of the Spotless Mind), personaggio a cui Halsey dedica la seconda traccia del disco. Si tratta di uno dei singoli di lancio dell’album insieme a “You Should Be Sad”, “SUGA’s Interlude” e “Without Me”, regina delle classifiche americane. L’obiettivo dell’artista statunitense è quello di offrire una dimensione più autobiografica, meno ancorata alla sola idea che il pubblico potrebbe avere di lei, cioè quella della popstar da 25 miliardi di stream in tutto il mondo: l’intento è chiaro sia dalla prima traccia, che porta proprio il suo nome, Ashley. “Manic” indossa il volto della persona, prima ancora di quello dell’artista. Una confessione pop. “Dovrei vivere il sogno, ma vado a casa e non ho autostima”, confida in “Still Learning”, cercando di scavare dentro se stessa e mostrando senza filtri una vulnerabilità. Un racconto più personale che, sul fronte musicale, non rinuncia a una musica camaleontica, capace di amalgamare pop, elettronica, hip hop e country, arrivando fino a incursioni soft nel rock, come dimostra il brano “3 Am”. “Manic” ha ritmi meno potenti rispetto ai due precedenti album, Halsey, con la sua voce mutevole, riempie spazi sonori meno densi rispetto al passato, scelta figlia della cifra stilistica e del significato di tutto il progetto.

Ci sono anche tre collaborazioni, molto diverse fra loro: Suga dei BTS (gruppo musicale sudcoreano), il rapper e cantante Dominic Fike e Alanis Morissette. Proprio il brano con l’artista di origini canadesi, “Alanis’ Interlude”, offre altri spunti per comprendere e apprezzare il disco sia sul fronte musicale che del contenuto: prima che la voce dirompente della Morissette irrompa a rendere ancora più forte il messaggio del brano, Halsey canta il suo inno a un amore libero e non etichettabile in cui non contano i generi, ma solo i sentimenti. Ma non mancano venature malinconiche. “La tua figa è un paese delle meraviglie”, canta Halsey, pensando a relazioni sfuggenti. L’artista, tra l’altro, da anni sostiene diverse cause in cui crede con passione, tra cui quelle per i diritti civili, i diritti delle donne e della comunità LGBTQ. “I HATE EVERYBODY”, che dal titolo potrebbe sembrare un pezzo più energico, in realtà è un brano capace di seguire le linee del pop contemporaneo, ma allo stesso tempo di darne una nuova interpretazione a denti stretti. È un’altra fotografia nitida del disco. Molti fan, poche ore dopo l’uscita, lo hanno definito in massa un progetto “onesto”. Ed è così perché innesta l’inizio di un percorso di scoperta e riscoperta che l’artista ha ritenuto necessario per proseguire la propria carriera.

TRACKLIST

01. Ashley (03:06)
02. clementine (03:54)
03. Graveyard (03:01)
04. You should be sad (03:25)
06. Dominic’s Interlude (01:16)
07. I HATE EVERYBODY (02:51)
08. 3am (03:54)
09. Without Me (03:21)
11. Alanis’ Interlude (02:41)
12. killing boys (02:23)
13. SUGA's Interlude (02:18)
14. More (02:33)
15. Still Learning (03:31)
16. 929 (02:54)
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