MONTECALVARIO

Sugar (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Mattia Marzi

È bene ammetterlo subito: è impossibile ascoltare questo disco senza domandarsi se dentro ci sia davvero il fantasma di Liberato. Perché nell'inarrestabile ricerca dell'identità della voce di "Nove maggio" Livio Cori è stato praticamente sin dal primo momento uno dei principali indiziati. In molti, dopo l'annuncio della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2019, speravano che il rapper partenopeo svelasse di essere Liberato sul palco più "mainstream" della musica italiana, quello dell'Ariston appunto. Invece non è successo niente: il colpo di scena più grosso è che non c'è stato nessun colpo di scena. Una cosa è certa, però: se Livio Cori non è Liberato, come ha più volte ribadito pure nelle interviste sanremesi (con buona pace dei foniatri e delle loro strane perizie), ci gioca parecchio. "Montecalvario", il suo album d'esordio, è pieno di indizi che sembrano portarci proprio sulle tracce di Liberato: su tutti, la scelta di scrivere e cantare tutte le canzoni in dialetto napoletano (ma non temete, nel booklet ci sono anche i testi tradotti in italiano), il modo originale di raccontare certi aspetti di Napoli, la voglia di unire melodie e atmosfere tipicamente neomelodiche con sonorità contemporanee e l'uso massiccio dell'autotune. Senza dimenticare grafiche e foto, che ricordano parecchio lo stile dell'iconografia di Liberato (a proposito: chi è il ragazzo tutto vestito di nero e con il volto nascosto immortalato nella foto dell'ultima pagina del booklet?).

"Montecalvario" è per il rapper partenopeo un modo per ricongiungersi alle sue radici. Il titolo dell'album è un riferimento al quartiere in cui Livio è nato e cresciuto, nel territorio dei Quartieri Spagnoli (che si trovano proprio sopra al Lungomare Caracciolo, dove Liberato si è esibito per la prima volta in pubblico, nel maggio dello scorso anno). È proprio Napoli a fare da sfondo a tutte le canzoni del disco: le storie raccontate da Livio sono ambientate per le strade della città, della quale esplora le mille anime. C'è la Napoli bene, materialista e ipocrita di "Via dei Mille" ("Borsa nova doje carte viola / nennelle c'o fuoco spennene comme a'int a nu juoco"), la Napoli dei ragazzi di strada di "Surdat" (già inclusa nella colonna sonora di "Gomorra", dove Livio ha recitato una piccola parte), quella delle storie d'amore viscerali e melodrammatiche di "Due minuti" ("'E rutto n'atu schermo o'cellulare / pecche quanno te stizzi o faje vulà / s'è rotta n'ata storia e ce staje male / e n'tieni genio manco d'accuncià") e quella vista dagli occhi di un emigrante di "A casa mia" ("Je so partuto 'a luntano / e gia vulesse turnà / ma tu m'astrigne sti mane / e stasera mo vuò fa scurdà").

Beat, drum machine, strumenti elettronici, autotune: se a livello di melodie la scrittura di Livio Cori affonda le radici nella tradizione della città, i suoni di "Montecalvario" strizzano l'occhio a ciò che va per la maggiore a livello internazionale. La produzione è di Big Fish (con due eccezioni, "Via dei Mille" e "Surdat", prodotte dal napoletano Dat Boi Dee), che ha colto la visione di Livio e lo ha aiutato a perfezionarla: si passa dalla dancehall di "A capa fa bene" (con un beat che riprende la classica tammurriata) al mix tra melodie r&b e ritmiche afro-trap di "A casa mia").

L'idea alla base del disco è tutta racchiusa in "Un'altra luce", la canzone che Livio Cori ha presentato a Sanremo 2019 in coppia con Nino D'Angelo: è un confronto tra la generazione di ieri, rappresentata da Nino, e la generazione di oggi, rappresentata invece dai ragazzi come Livio, che sono disillusi, sfiduciati, spaventati dal futuro, costretti a scontrarsi con sogni spesso irrealizzabili, ma illuminati da una bella luce.
Quella di Napoli è particolarmente abbagliante: dopo essere stata parecchio tempo in ginocchio, condannata ad un lungo periodo di crisi e decadenza, da ormai qualche anno a questa parte la città sta finalmente risorgendo, sotto tutti i punti di vista. Tornando così a ispirare i suoi figli. Proprio come Livio Cori: "figlio della lava e del mare" ma con lo sguardo rivolto al mondo.

TRACKLIST

01. Via dei mille - (03:03)
02. Un'altra luce - (04:04)
03. Ammore e guapparia - (03:00)
04. Core senza paura - (02:57)
05. Due minuti - (03:31)
06. Adda passà - (03:13)
07. 'A capa a fa bene - (02:46)
08. Nu juorno a vota - (03:14)
09. A casa mia - (02:54)
10. Nennè - (03:07)
11. Surdat - (04:24)
12. Un'altra luce (Sanremo version) - (04:04)