«NATURAL REBEL - Richard Ashcroft» la recensione di Rockol

Richard Ashcroft, ribelle per natura ma con il cuore tenero: "Natural rebel"

Aria di Verve, pop e sentimento nel nuovo album del cantautore britannico

Recensione del 25 ott 2018 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Ribelle e sprezzante Richard Ashcroft, anche quando c’è da cantare d’amore. Il sentimento che lo lega alla moglie Kate Radley, già tastierista degli Spiritualized, è stato infatti il principale motore che ha generato il nuovo album solista, “Natural Rebel”, in cui da vero eversivo non teme il giudizio di passare per un tenero romanticone dedito alla famiglia.

Uscito relativamente in fretta rispetto ai canonici tempi compositivi del cantautore britannico, il disco si distingue per un recupero di quelle atmosfere a lui care, che si misura con un pop-rock piacevole e lezioso quanto basta per avere un utile compendio dell’artista una volta indicato come Mad Richard. Sembrano infatti molto lontani i tempi in cui Ashcroft dava sfoggio del suo umore instabile e di una notoria insofferenza alle regole, sentendolo intonare in questo “Natural Rebel” i versi appassionati di “That’s how strong” (“Your beauty is so fine / Really turns my mind and steals my breath away”), gongolante per un rapporto che evidentemente ha dato un forte imprinting alla scrittura dei brani.

Con la consueta aria beffarda e la sua timbrica profonda da moderno crooner, il musicista di Wigan, anche in assenza di particolari sussulti compositivi, canta infatti tutta la sua estasi affettiva in ogni aspetto possibile, muovendosi con disinvoltura tra una suggestione pop e l’altra dalle forti radici anni Novanta. Difficile infatti non ritrovare lo spirito che fu di “The drugs don’t work” nella sofferta ballata di “We all bleed”, così come la più smaliziata “That’s when I felt it” pare appartenere a quelle medesime latitudini, con l’aggiunta di una inedita positività di fondo che ora il vecchio Richard non ha alcuna paura di mettere in mostra.

Eppure anche se le atmosfere non sempre brillano per ingegnosa originalità, il cantante applica al lavoro tutte le sue principali pulsioni, emotive e musicali. Alterna momenti energici come il blues sporco di “Born to strangers” e la ruvida cavalcata di “Money money”, in cui si lancia contro lo strapotere del dio denaro, a momenti più intimi come l’iniziale “All my dreams”, prestando il suo gran vocione a echi di britpop, rock, folk e easy listening. Nel farlo cade anche in qualche scivolone, come nella altrimenti accorata “Streets of Amsterdam” in cui inciampa in un testo che recita “You could be Yoko and I could be John / We’ll stay in bed and they’ll ban the bomb”, peccando di eccessiva tracotanza.

Per manifestare così tutto il migliore repertorio sentimentale di cui dispone, Richard Ashcroft sceglie perciò di rivisitare il suo passato, aggiornandolo ai nostri giorni con semplici giri di accordi e un’orchestrazione leggera tutta a beneficio della propria ugola eccellente. "Surprised by the joy" e “A Man in motion”, ma anche le già citate “We all bleed" e “That’s when I felt it” sono i fra momenti di forza di un disco che tenta di mettere d’accordo ambizioni, riferimenti e personalità con una sequenza di brani d’autore dal gusto classico e un filino melodrammatico. D’altra parte, i pregi di “Natural rebel” sono anche i suoi limiti principali, finendo per risultare un po' prevedibile nella sua cadenzata e impermeabile coerenza.

Pur senza particolari velleità quindi quello che Ashcroft restituisce è il carattere di un artista che non mai messo da parte la sua indole più spavalda e si lascia andare ai bei vecchi tempi in cui da leader dei Verve andava dritto per la sua strada senza curarsi di niente e di nessuno, felice, libero e strafottente. Un irriducibile che rischia anche quando, alla fine, sceglie di non rischiare affatto. Come un vero ribelle, appunto.

TRACKLIST

01. All My Dreams (04:27)
02. Birds Fly (03:57)
04. That's How Strong (04:44)
07. We All Bleed (03:58)
08. A Man in Motion (05:03)
10. Money Money (05:02)
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