«BOTH DIRECTIONS AT ONCE - John Coltrane» la recensione di Rockol

ll disco perduto di John Coltrane: "Both Directions At Once"

Registrazioni di studio del '63, che si credevano disperse, sono state recuperate e restaurate: John Coltrane con il quartetto classico, e due brani completamente inediti. Uno dei più grandi jazzisti di sempre, nel suo periodo di massima creatività.

Recensione del 30 giu 2018 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

 “E' stato come trovare una nuova stanza nella Grande Piramide”: le parole di Sonny Rollins, leggendario sassofonista, spiegano bene l'importanza di questo disco postumo di John Coltrane.

La storia del disco: 
Una sessione di registrazioni di John Coltrane, con il "classic quartet" che l'anno dopo avrebbe inciso il capolavoro "A love supreme": McCoy Tyner, Jimmy Garrison, e Elvin Jones. Il luogo sono gli studi di Rudy Van Gelder a New York, il produttore della Impulse!, l'etichetta di Coltrane. Le registrazioni andranno perdute (la leggenda vuole che l'etichetta le abbia buttate via facendo spazio negli archivi) e sono state riscoperte grazie ad una copia in mano alla famiglia Coltrane. Vedono la luce oggi, dopo 54 anni, presentate come un "lost album". 

Come suona e cosa c’è dentro
"Both Directions At Once" esce in due versioni. Quella standard contiene due brani completamente inediti “Untitled Original 11383” e “Untitled Original 11386”,  e   “One Up, One Down” (suonata solo dal vivo), nella sua unica esecuzione in studio. Sono presenti nuove versioni di studio di brani già noti, tra cui “Impressions”, pubblicato lo stesso anno, una delle composizioni di Coltrane più note, suonata senza il piano di McCoy Tyner, e  prima registrazione di “Nature Boy”, poi pubblicata nel '65. La versione doppia contiene diverse take dei branim tra cui tre take di "Impressions".

Perché ascoltarlo (o perché girare alla larga)
Non sappiamo se davvero Coltrane - che aveva idee molto precise sulla coesione e sul concetto delle sue opere - volesse raccogliere queste registrazioni ed in che modo. Forse questo non è davvero un album, insomma, ma il valore storico e musicale di queste registrazion è enorme. Uno dei più grandi jazzisti di sempre, nel suo periodo di massima creatività: non c'è bisogno di dire altro. Buona parte del jazz successivo impallidisce di fronte al quartetto classico di Coltrane, al suo suono, anche in queste versioni recuperate. 

Il brano fondamentale
I due originali e inediti: sono Coltrane puro e classico

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