«JOYRIDE - Tinashé» la recensione di Rockol

La recensione di "Joyride" di Tinashe

Recensione del 02 mag 2018 a cura di Redazione

La recensione

“Se la mia vita fosse come un film avrei bisogno di 50 sequel”, ha scritto Tinashe sui suoi social tempo fa. Non voler prendere un’unica strada tra le tante possibili farà sì parte della gioventù – la cantante nata in Kentucky ha superato di poco i vent’anni – ma per Tinashe la difficoltà a decidersi per una sola direzione sembra qualcosa di più di un capriccio dell’età. “Joyride” si è fatto aspettare parecchio: annunciato già nel 2014, subito dopo l’uscita del suo album di debutto “Acquarius”, ha visto la luce soltanto quattro anni dopo, anticipato nel 2016 da “Nightride”, presentato come la prima parte del progetto. Con “Joyride” i toni avrebbero dovuto farsi più luminosi e brillanti e, inutile negarlo, dopo tanta attesa in molti avevano sperato che il disco sarebbe stato Il disco, con la “i” maiuscola. 

Tinashe Jørgensen Kachingwe, che nel panorama R&B fatica a costruirsi un’identità che la tiri fuori dal mucchio, è invece tornata sulle scene con poca determinazione e con un lavoro dove dance pop, hip hop, rap e sperimentazioni R&B si contaminano per un risultato poco capace di lasciare il segno, nonostante i pezzi siano nel complesso buoni e Tinashe giochi con tutte le sfumature della sua bella voce, che passa, ad esempio, dai falsetti di “He Don’t Want It” ai toni cupi e profondi di “Salt”. L’andatura del suo “rhythmic pop” – così la cantante classe 1993 definisce la sua musica – è da club e l’artista ostenta in ogni pezzo un’attitudine languida che non viene meno nemmeno tra gli arrangiamenti più complessi, come quello della title track. I colleghi coinvolti nel disco sono parecchi: ci sono Offset dei Migos (in “No Drama”), Ty Dollar $ign e French Montana (in "Me So Bad"), Little Dragon (in “Stuck With Me”) e Future (in “Faded Love”). A tenerli insieme è una Tinashe poco convinta, forse più preoccupata dei gusti di chi la ascolta che dei suoi.

Non è una faccenda di poco conto la costruzione della propria identità e un po’ d’indulgenza è d’obbligo per chi, in fondo, ce la sta mettendo tutta per mettere in fila mattoni abbastanza solidi da resistere alle scosse del tempo. Il consiglio è che, in questo processo, Tinashe cerchi di mettere da parte le aspettative e di concentrarsi sul suo cammino. Male che vada, sarà un nobile errore.

TRACKLIST

01. Keep Your Eyes On The Road (Intro) (01:09)
02. Joyride (03:25)
03. No Drama (03:19)
04. He Don't Want It (02:52)
05. Ooh La La (03:15)
06. Me So Bad (03:08)
07. Ain't Good For Ya (Interlude) (01:03)
08. Stuck With Me (03:25)
09. Go Easy On Me (Interlude) (00:31)
10. Salt (03:48)
11. Faded Love (03:23)
12. No Contest (03:47)
13. Fires And Flames (03:46)
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