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Recensioni / 26 nov 2017

Doors - STRANGE DAYS (50TH ANNIVERSARY) - la recensione

Lunga vita ai Doors: ecco la ristampa di "Strange Days"

Era il 1967 e i Doors registravano "Strange Days", pietra miliare del rock. Per festeggiare il 50° anniversario, è stato riproposto uno tra i dischi di Morrison e soci che ha riscosso più successo.

Voto Rockol: 4.5/5
Recensione di Antonio Ciruolo
STRANGE DAYS (50TH ANNIVERSARY)
Rhino Elektra (CDx2)

Settembre 1967. Al “Sunset Sound Recorders”, noto studio di registrazione di Los Angeles - California - quattro giovani musicisti si apprestavano a registrare uno dei dischi più belli di tutti i tempi e che ancora oggi, a distanza di anni, riecheggia nelle cuffie di migliaia di persone sparse in tutto il mondo. Quei giovani dall’aria bohémien erano Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore; in una unica e semplice parole The Doors.

“Strange Days” è stato il secondo album del gruppo, uscito nove mesi dopo il disco d’esordio della band, l’omonimo “The Doors”, che contiene alcune tra le canzoni più belle scritte dalla penna di Morrison e soci, come “Light My Fire” e “The End”.

In occasione del 50° anniversario del disco, la Rhino Elektra (divisione della Warner Bros Group) ha deciso di ristampare il disco in una inedita versione; tutte le dieci tracce che compongono l’album sono state presentata in una doppia modalità - stereo e mono - entrambe nella versione originale dell’epoca. 

La differenze è quasi impercettibile se non si ha un orecchio attento; nella versione mono - modalità utilizzata dalle apparecchiature di registrazione degli anni ’60 - sono meglio armonizzati i bassi vocali; le profondità dei suoni sono molto ampie ed hanno una bella potenza sonora, un po’ persa nella modalità stereo che da più risalto alla spazialità e al movimento del suono, distribuito su canali diversi. Tuttavia la qualità dei brani che compongono il disco è altissima.

Questo lavoro rispecchia alla perfezione la filosofia musicale del gruppo; un mix di genialità e stravaganza che è percepibile già dalla copertina che mostra diversi artisti di strada alle prese con le loro esibizioni. Dei nani, un giocoliere e un sollevatore di pesi alle cui spalle è affissa una locandina del gruppo con un adesivo che ricorda il titolo del disco. Insomma, tutto molto strano.

L’album si apre con l’omonima “Strange Days”; un capolavoro musicale dell’estro artistico del quartetto dove Manzarek, con un piccolo riff al Synth, introduce la voce calda e profonda di Morrison che - con tono quasi mistico - canta “Strange Days Have Found Us”. Si continua con “You’re Lost Little Girl” che suona davvero come una dolce poesia; qui la chitarra di Robby Krieger si concede delle piccolo improvvisazioni senza mai strafare, proprio come è nel suo. Che dire poi di “Love Me Two Times”, un blues in MI dalla carica pazzesca, enfatizzata dal Clavinet di Manzarek che sul finire del brano accompagna Morrison perso in un vortice di sensualità e passione al grido “Love me two times, i’m goin’ away”. Ancora: la malinconica di “Unhappy Girl”, le improvvisazioni psichedeliche di “Horse Latitudes” e la lunga nuotata cantata sotto la luce della luna in “Moonlight Drive”. Si prosegue con “People Are Strange” dal suono cupo nei primi secondi, che poi diviene un qualcosa di cabarettistico, con sonorità che sanno molto di spettacolo teatrale. Il rock di “My Eyes Have Seen You” è il pezzo più trascinante del disco; ritmica davvero travolgente che ti fa venir voglia di scatenarti fino a perdere il controllo. “I Can’t See Your Fece In My Mind” trasmette tranquillità anche se il testo non è dei più felici.

Il brano che chiude il disco identifica alla perfezione la genialità artistica del quartetto. “When The Music’s Over”, più di dieci minuti di musica che portano l’ascoltatore in un universo ultraterreno, dove la mente si libera di ogni pensiero e viaggia sulla lunga improvvisazione musicale di Krieger/Manzarek che prende il volo nel bel mezzo del pezzo per poi affievolirsi nel momento in cui Morrison inizia l’interpretazione dei suoi versi, terminati all’unisono con il resto della band con “We want the world and we want it now!” e giù con altri due minuti di sfogo creativo.

Sin dalla loro prima esibizione, misteri e leggende dal fascino oscuro hanno accompagnato la vita di JimMorrison e dei suoi Doors. Tutto questo clamore però non ha mai messo in secondo piano la loro arte che continua a rappresentare un patrimonio da divulgare e diffondere.

Del resto, la buona musica sopravvive anche agli artisti stessi e i Doors ne sono la prova tangibile.

TRACKLIST

#1
01. Strange Days - Remastered - (03:10)
02. You're Lost Little Girl - Remastered - (03:04)
03. Love Me Two Times - Remastered - (03:16)
04. Unhappy Girl - Remastered - (01:58)
05. Horse Latitudes - Remastered - (01:35)
06. Moonlight Drive - Remastered - (03:04)
07. People Are Strange - Remastered - (02:12)
08. My Eyes Have Seen You - Remastered - (02:28)
09. I Can't See Your Face In My Mind - Remastered - (03:26)
10. When The Music's Over - Remastered - (10:56)

#2
01. Strange Days - Mono [Remastered] - (03:08)
02. You're Lost Little Girl - Mono [Remastered] - (03:01)
03. Love Me Two Times - Mono [Remastered] - (03:16)
04. Unhappy Girl - Mono [Remastered] - (01:59)
05. Horse Latitudes - Mono [Remastered] - (01:34)
06. Moonlight Drive - Mono [Remastered] - (03:03)
07. People Are Strange - Mono [Remastered] - (02:13)
08. My Eyes Have Seen You - Mono [Remastered] - (02:26)
09. I Can't See Your Face In My Mind - Mono [Remastered] - (03:25)
10. When The Music's Over - Mono [Remastered] - (11:00)