«THE RIDE - Nelly Furtado» la recensione di Rockol

Il pop è il nuovo indie: ecco "The ride" di Nelly Furtado

Nelly Furtado, con il produttore di St. Vincent e senza una major: il risultato è un bel mix di suoni: un pop contemporaneo e non necessariamente mainstream

Recensione del 03 apr 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il pop è il nuovo indie? Il fenomeno non è proprio una novità, ma ne abbiamo un altro caso: il nuovo album di Nelly Furtado, il sesto della sua carriera, il primo da indipendente,  inciso da John Congleton (St. Vincent, Explosions in the Sky, Blondie, Erykah Badu, Franz Ferdinand, etc.), autoprodotto per la propria etichetta e finanziato tramite crowdfunding.

Nelly Furtado non è mai stata un cantante "normale". Il suo folk-pop degli esordi ottenne lodi inaspettate (memorabile l'articolo che Nick Hornby dedicò alla sua "I'm like a bird"), poi i flirt con l' r'n'b iper moderno di Timbaland (oggi è passato di moda, per fortuna, ma 10 anni fa era il produttore che tutti volevano), l'inevitabile disco in spagnolo (anche se lei è di origini portoghesi). "The Spirit Indestructible", ultimo album di studio di 5 anni fa, non ha avuto grande successo, così ecco la ripartenza.

E funziona: perché "The ride" è un bel disco di pop non banale, in cui Nelly Furtado non rinnega le sue origino ("Live" sembra uscire dai primi dischi), ma gioca con nuovi suoni, sempre con canzoni cantabili e melodiche, come comanda la prima regola del pop.

C'è un po' di elettronica ("Paris sun"), un po' di sound anni '80 ("Stick and stones"). C'è pure "Pipe dreams" una ballata r 'n' b contemporanea, sul filone Frank Ocean - ormai diventato un modello di riferimento per chiunque, appunto, voglia mostrarsi "contemporaneo". Qualche volta la produzione di Congleton esagera - e sembra di tornare ai tempi di Timbaland ("Palaces", "Right road"). Ma alla fine Nelly Furtado è una "Phoenix" che è risorta dalla sue ceneri, come canta nell'ultima canzone del disco.

La nuova Furtado funziona, se persino Pitchfork dedica a "The ride" una buona recensione (la bibbia dell'indie aveva recensito solo "Loose", il disco con Timbaland del 2006, definendolo "il migliore e peggiore album pop dell'anno", poi l'aveva ignorata per il periodo successivo).

Ma il fatto è che "The ride" è proprio un disco di pop ben scritto, ben prodotto, con suoni curati e non scontati. Indie? Mainstream? Ma conta davvero, poi?

TRACKLIST

01. Cold Hard Truth (02:54)
02. Flatline (03:21)
03. Carnival Games (04:17)
04. Live (04:03)
05. Paris Sun (03:29)
06. Sticks And Stones (03:34)
07. Magic (04:02)
08. Pipe Dreams (04:23)
09. Palaces (03:31)
10. Tap Dancing (04:10)
11. Right Road (03:28)
12. Phoenix (04:25)
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