SAINT CECILIA EP

SonyMusic (DIGITALE)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Gianni Sibilla

I Foo Fighters faranno mai una mossa sbagliata? Sono anni che spostano sempre più in alto l'asticella della coolness, che impersonificano l'idea contemporanea dell'essere rock 'n' roll. Dave Grohl è uno che continua suonare con una gamba rotta, che si inventa un trono di chitarre per continuare il tour pur con la gamba ingessata, uno che risponde immediatamente ad un gruppo di fan che registrano un video per farlo venire a suonare in una città di provincia - e poi mantiene la promessa e organizza un concerto in piena regola in un posto fuori dai circuiti della musica live. L'unica ombra è stata la cancellazione dei concerti post-13 novembre, peraltro assolutamente comprensibile dopo i fatti di Parigi (ma alcuni fan italiani si sono lamentati perché la decisione di annullare la data di Torino è arrivata solo a  metà pomeriggio, poche ore prima del concerto, mentre molti erano già in viaggio).


Ecco, questo EP è l'ennesima bella mossa di una lunga striscia vincente. Una sequenza che fa impallidire pure le 15 vittorie in fila con cui i Golden State Warriors hanno iniziato la stagione NBA (record di tutti i tempi).
Dopo la strage del Bataclan, questo EP ha un sapore completamente diverso, come spiega Dave Grohl, nella lettera che lo accompagna. Annunciato con un countdown, sarebbe dovuto comunque uscire oggi, il giorno dopo la festa di Santa Cecilia (22 novembre), protettrice della musica e dei musicisti. Inciso ad Austin, in un hotel che si chiama appunto "Saint Cecilia", l'EP contiene 20 minuti scarsi di musica in puro stile Foo Fighters, dal rock, all'hard, alla ballata - 5 canzoni più dritte rispetto a "Sonic highway": musica registrata al volo, pronti e via.

Era un modo per ringraziare i fan. E' diventato una modo per riaffarmare il potere della musica in tempi difficili. Ecco l'EP, canzone per canzone

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Saint Cecilia
Chitarra elettrica e voce, poi il brano si apre in puro stile Foo Fighters: "Bring me some healing, Saint Cecilia, carry me on to your house of broken bones". Parole scritte mesi fa, ma che oggi raccontano il potere di guarigione della musica. E' decisamente la canzone più bella dell'EP, destinata a diventare un piccolo classico del repertorio della band.

Sean
Si alza il ritmo: la canzone parte dritta, con chitarra e batteria - e così rimane per i 2 minuti che dura. Puro power-rock vecchio stile: quasi ricorda una vecchia passione di Grohl, gli Hüsker Dü, con quell'unione di carica e melodia. Ma abbiamo perso il conto di quante canzoni dei Foo Fighters si richiamano alla band di Bob Mould... 

Savior Breath
I ritmi si alzano ancora di più: un riff granitico, subito sostenuto da un breve assolo di chitarra, prima dell'entrata della voce di Grohl, molto urlata e molto indietro nel mix: "Save your breath, 'cause it's mine", urla - con un gioco di parole sul titolo - ma di certo Grohl non risparmia il fiato. Qua il mondo di riferimento è quello dell'hard rock, un'altra delle passioni storiche di Grohl. Quasi un divertimento, come ne hanno incisi molti i Foo Fighters.

 Iron Rooster
Si rallenta, per una ballata che iniza con chitarra acustica, e poi si apre sul ritornello. La voce di Grohl è di nuovo in primo piano, mentre la parte centrale è un assolo di chitarra psichedelico e quasi anni '60, che potrebbe venire fuori da un disco di Jonathan Wilson. Gran bel pezzo.

The Neverending Sigh
La canzone che più ricorda le atmosfere "Sonic higways": chitarre che si incrociano, cambi di tempo. Quasi 5 minuti - è la canzone più lunga e complessa di un EP che finora ha puntato tutto sull'arrivare dritto e in faccia.