«ARRIVANO I NOSTRI - Bugo» la recensione di Rockol

Bugo - ARRIVANO I NOSTRI - la recensione

Recensione del 03 nov 2015 a cura di Valeria Mazzucca

La recensione

A quattro anni da "Nuovi rimedi per la miopia", "Arrivano i nostri" è il nuovo lavoro di Bugo,che si è ripresentato sul mercato con un piccolo bagaglio a mano siglato Carosello Records, un EP di sei nuovi pezzi anticipati dal singolo "Vado ma non so", dal perfetto sapore anni '80, con giri di bassi e synth al posto giusto e tanto di nacchere come inframezzo da far invidia ai Gazebo. Il brano è la dichiarazione di intenti dell'artista che, per dirla con il genio di Dave Eggers, ci sta dicendo: "conoscerete la mia velocità".

Il groove electro- funky di "Tempi acidi" ci riconferma che il cantautore non ha perso il suo cinismo, né l' ironia e la teatralità: frasi come "una donna costretta a picchiare il forno a microonde", "non è stalking amore se ti amo" o "vendere membri della famiglia su eBay" non si sentono tutti i giorni. Ma sono "tempi strani" questi, e potrebbe anche capitare in effetti. Terzo step, ecco la title track "Arrivano i nostri": un bel pop-rock che si sviluppa a mo' di "mini valanga", intorno a un ripetitivo giro di chitarra che insieme alla voce dell'artista si fa progressivamente sempre più vigoroso.
Nonostante la formula ridotta propria dell'EP, Bugo trova spazio anche per parlare di sentimenti, trasporto e passione da ben due punti di vista differenti. Se "Nei tuoi sogni" - semplicissima ed efficacemente malinconica - ne rappresenta l'aspetto romanticismo trasognato, in "Sei la donna" spicca una vena più ruvida e passionale, sia nelle liriche che nella struttura della canzone.
Il "concentrato" di Bugo si conclude con il brano live "Cosa ne pensi Sergio", un riassunto rockeggiante di ciò che sorregge l'intero "Arrivano i nostri": puoi viaggiare, allontanarti quanto e quando vuoi, ma una volta di ritorno spesso capita di trovar tutto immutato.

Bugo è tornato; ma quasi sembra non sia mai andato via: nonostante gli anni trascorsi a New Delhi, i contatti con nuovi mondi interiori ed esteriori, Cristian Bugatti continua a mantenersi coerentemente ancorato al suo essere un cantautore italiano al 100%. Ha modificato la più comune svolta mistica in una convincente ricerca di consapevolezza, profondità e leggerezza, sia per quanto riguarda la sua musica che testi e contenuti.
Come a suggerirci che non serve parlare di massimi sistemi della vita per comprendere l'unicità e la complessità delle nostre esistenze.
Insomma un nuovo modello italo-zen.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.