«48:13 - Kasabian» la recensione di Rockol

Kasabian - 48:13 - la recensione

Recensione del 11 giu 2014 a cura di Valeria Mazzucca

La recensione

Avviarsi in battaglia al motto di 'less is more' non è per tutti. E non è affare da poco, se si vuole sferrare un attacco frontale: quella con il pubblico e la critica è sempre una sanguinolenta guerra di conquista e non importa (quasi mai) il nome della propria casata perché ogni volta si ricomincia daccapo. Solo con quelle quattro cicatrici in più che fanno da collante tra esperienza, astuzia e spavalderia. E la strategia che i "Signori di Leicester" hanno deciso di utilizzare per il nuovo disco è proprio così: trasuda di esperienza, di astuzia e di un po' di sana spavalderia.

L'impatto è forte… e fucsia.
Il titolo è in numeri, "48:13".
I pezzi son validi.
E alcuni davvero belli.

I Kasabian, al quinto disco, ingranano la marcia e non frenano - al massimo scalano dalla sesta alla quinta e, in 48 minuti e 13 secondi esatti, non solo raggiungono la meta, ma la conquistano portandosi dietro l'ascoltatore che arriverà sano, salvo e un po' scompigliato. "Shiva" è la intro, la calma del guerriero. Una calma che dura 1 minuto scarso perché subito si parte con "Bumblebee": un ritornello che risveglierebbe gli animi più assopiti. Un incitamento allo stato puro che si slancia in una cavalcata impetuosa con "Stevie" che però si deve interrompere - come in ogni avventura che si rispetti - per fare i conti l'onirismo dietro l'angolo: è "Mortis". E si rimane sospesi in un magico istante dal quale si esce rigenerati ma un po' più stralunati: "Doomsday", ovvero se alla fine di una stramba nottata gli Arctic Monkeys si imbattessero nelle Iene di Tarantino.
"Treat" è un lungo allenamento tra pesanti deliri rock e schizzi di leggerezza elettronica e si srotola sulla solennità di "Glass" che è quasi una preghiera: "save me, come on and save me" canta Tom. La captatio benevolentiae per ingraziarsi gli dei della discografia si risolve poi in un rap.
La marcia è rallentata, pesante e determinata in "Explodes". Anche inquietante e claudicante a tratti. "Levitation" è come un sol leone che sorprende i guerrieri nel loro incedere: li costringe alla lentezza e a veder passare un qualche Django, Sartana o Sabata non ci si stupirebbe più di tanto.
Poi arrivano le nuvole ("Clouds"), ma sono rapide e scortano piacevolmente fino al culmine di questi "48:13": siamo al minuto 36 e "Eez-eh" è un assedio. Incalzante, potente, divertente, coinvolgente e tutti gli altri "ente" che si vogliono aggiungere. E' un casino, ma loro sanno come usarlo a proprio vantaggio. La sentiremo a lungo quest'anno. E una volta conquistato tutto e travolta ogni barriera "Bow" e "S.P.S", le due ultime tracce del disco, sono solo una piacevole coda. La prima è più lenta e in pieno stile Kasabian, decisamente necessaria per riportare il battito cardiaco a una velocità ragionevole, la seconda è la ballata della via del ritorno a casa. Il passo è blando e ci penserà il tramonto a curare le ferite.

Di questi tempi, in cui l'EDM la fa da padrona assoluta, non diventare schiavi della musica elettronica è raro e difficile. Utilizzarla nel proprio disco significa assecondare usi e costumi del mercato, saperla manipolare secondo i propri stili e canoni significa fare un bel disco.
In fondo i Kasabian lo avevan detto: "E' rock and roll, è brutale e tagliente".
Vero.
"Ma richiama all'elettronica che lasciammo a Letfield".
Senza alcun dubbio.
"Abbiamo creato una droga pericolosa."
Amen.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.