«OWNERLESS - Everest» la recensione di Rockol

Everest - OWNERLESS - la recensione

Recensione del 09 gen 2013 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Dovrebbe succedere così, e capita: vedi una band in TV - o qualcuno ti gira il link del passaggio - e te ne innamori. Poi spesso il posto in cui la vedi in TV è il Letterman Show (ma questa è un'altra storia).



Ma la domanda, per quello che riguarda gli Everest, è questa. Come mai non ne ha parlato nessuno, fino ad ora? Alzi la mano chi li ha sentiti nominare prima di adesso, pur in questo periodo in cui la musica ci arriva da ogni dove.
Gli Everest sono stati formati da Robert Pollard (già con i Sebadoh) nel 2007. Un paio di dischi con major. Poi fanno da soli. “Ownerless” è uscito lo scorso giugno, con il suporto dalla miglior etichetta indipendente americana, la ATO: quella che pubblica My Morning Jacket, Alabama Shakes, Umphrey’s Mc Gee’s - ed un sacco di musica diversa e mai banale (tra cui il nostro Jovanotti). Ma niente: pochissime recensioni, Metacritic non classifica neppure questo disco. Pitchfork non ha una pagina artista su di loro. Wikipedia nemmeno.
E, fidatevi, sono bravi. Non perché lo dico io. Neil Young li ha voluti come spalla nel suo tour, così come i Band Of Horses. Se non siete arrivati fino alla fine del video prima, andate alla scena in cui Letterman si propone come loro manager: “Basta pulmini! Adesso prima classe, avete capito? Prima classe!”. E poi rendetevene conto da soli: qua c’è tutto il disco da ascoltare - lo si può scaricare gratuitamente e legalmente direttamente dal sito della ATO.



La mia opinione? Gli Everest fanno rock dritto, pure troppo. Che è un merito in generale, ma non per per certi meccanismi odierni. Sono troppo poco fighetti. Non hanno neanche la bella faccia o la medietà dei Band Of Horses, non sono abbastanza retromaniaci. Però sanno scrivere ottime canzoni: “Into the grey” è notevole, così come certe ballate (“Ranking me over the coals”, “Give a little”) o mid-tempo (“Far off, away”).
Insomma: se volete solo ascoltare buona musica rock, gratis, legalmente: scaricate questo album. Non ci sono tante storie da raccontare su questa band - e questo sempre, ma in particolar modo oggi - è un peccato capitale. Però per una volta fate un’eccezione - mettete in secondo piano le storie e in primo piano le canzoni, solo quelle.
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