«GIVE TILL IT'S GONE - Ben Harper» la recensione di Rockol

Ben Harper - GIVE TILL IT'S GONE - la recensione

Recensione del 09 mag 2011 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Semplicemente Ben Harper. Per il suo decimo album, il cantautore californiano ha messo da parte tutto, per tornare ad essere semplicemente se stesso. "Give till it’s gone” esce a nome del solo Ben, senza band di supporto, senza gli storici Innocent Criminals (con cui aveva firmato lo stupendo ed analogico “Lifeline” del 2007) e senza i più recenti Relentless 7. Ed è meglio così, perché proprio quest’ultima avventura non aveva convinto fino in fondo. Intendiamoci: Ben Harper è uno che ha standard così elevati che quando fa un mezzo passo falso è sempre sopra la media; ma il suono di “White lies for dark times” era un po’ forzato.
“Give ‘till it’s gone” è un disco in cui appunto Harper fa il solista, suona quello che vuole come vuole. Ed è, di fatto, un campionario delle varie facce di questo artista, dal mid tempo iniziale di “Don’t give up me now”, che ricorda il Tom Petty dei momenti migliori, al rock diretto di “Rock ‘n’ roll is free” (scritta ispirandosi a “Rockin’ in the free world” di Neil Young), a quello sporco di “Clearly severerly”, al blues di “Waiting on a sign” e “Dirty little lover” alla ballata acustica di “Feel Love”. I momenti migliori del disco sono quello con gli ospiti e che ospiti: l’1-2 scritto con Ringo Starr di “Spilling faith” e “Get there from here”, un medley dai chiarissimi toni beatlesiani, soprattutto nella seconda parte strumentale, e “Pray that our love sees the dawn”, in cui la voce di Jackson Browne (nei cui studi di Santa Monica il disco è stato inciso) armonizza e impreziosisce il tutto.
A dirla tutta, “Give ‘till it’s gone” non è il miglior disco di Harper, e probabilmente non è neanche ai livelli di “Lifeline” (che comunque è uno dei migliori lavori di sempre del cantante). Ma, ancora una volta, non fraintendete: è comunque un album di altissimo livello. Ben Harper è uno dei rari eredi della tradizione del rock-soul, forse l'unico che negli ultimi anni ha saputo prendere questi suoni e portarli avanti con questa continuità e qualità: avercene, di artisti che fanno musica così…

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