«SHARE THE JOY - Vivian Girls» la recensione di Rockol

Vivian Girls - SHARE THE JOY - la recensione

Recensione del 26 apr 2011 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Quattro anni di vita, tre album all’attivo, tre formazioni diverse dal 2008 a oggi, tre progetti paralleli di cui due per la sola Katy "Kickball Katy" Goodman e un 2012 che si annuncia ricco di concerti e date in tutto il mondo. Le Vivian Girls sono un trio dinamico, non c’è che dire. Le avevamo lasciate nel 2009 con il buon “Everything goes wrong”, tredici pezzi indie-garage che avevano confermato l’altrettanto buon esordio eponimo uscito l’anno prima, dietro ai tamburi sedeva Ali Koehler che aveva da poco sostituito Frankie Rose, e delle ragazze di New York s’iniziava a fare un bel parlare. L’anno scorso però Cassie Ramone decide di staccare, manda le Vivian Girls in pausa momentanea e pubblica un disco con i The Babies, gruppo in cui collabora con il bassista dei Woods Kevin Morby. Ali lascia la band per raggiungere i Best Coast e viene rimpiazzata a sua volta da Fiona Campbell, mentre Katy fa notizia per la scappatella negli All Saint’s Day (un EP al fianco di Gregg Foreman, quest’ultimo già con Cat Power) e per l’interessante progetto solista battezzato La Sera. La pausa s’interrompe nel giro di un anno con la pubblicazione di “Share the joy”, le Vivian Girls si ritrovano, incidono dieci pezzi sotto la supervisione di Jarvis Taveniere dei Woods, registrano ai Rear House Studios di proprietà di Jeremy Earl, frontman sempre dei Woods e li pubblicano con la Polivynil, una delle più importanti indie-label degli Stati Uniti. La novità principale di questo nuovo lavoro è rappresentata dalla presenza in scaletta di due pezzi sopra i sei minuti, “The other girls” e “Light in your eyes”, curiosamente piazzati in apertura e chiusura di album. Due pezzi solidi e dalla struttura inedita, lontani anni luce dalle schegge lo-fi/garage dei primi due album che difficilmente superavano la soglia dei due minuti e più votati al post punk dei Television (tanto per dirne una) rielaborato in chiave Vivian Girls, quindi sempre lo-fi ma più delicato, vintage e costruito esplicitamente sulle chitarre di Cassie. Un disco finalmente molto suonato: bastano tre minuti per incappare nel primo assolo, cinque per farci capire che le ragazze di New York avevano bisogno una ventata di novità per rimescolare le carte in tavola. Una piccola svolta che trova parziale conferma nel resto del disco in pezzi come la bella “Vanishing of time” e “Sixteen ways” (impeccabilmente aggressiva e asciutta), ma che poi si perde a scapito di un ritorno alle origini con episodi nuovamente più corti e più garage, un modus operandi evidentemente duro a morire. “I heard you say”, “Dance (if you wanna)” e “Lake house” non aggiungono molto a quanto già detto in “Everything goes wrong”, idem dicasi per “Trying to pretend”, la spensierata “Take it as it comes” e “Death”. A conti fatti “Share the joy” poteva essere un piccolo gioiellino, il tanto agognato disco della maturità raggiunta. Dico poteva perché, nonostante i tre, quattro pezzi sopra la media, il risultato complessivo è “solamente” un buon disco. Che poi è quello che le Vivian Girls hanno sempre fatto, buoni dischi. E se la maggior parte delle volte ci si accontenta, in questo caso recriminare è quasi lecito: queste prima si fanno desiderare con pezzi come “The other girls”, ti stuzzicano come si deve e poi, quando ormai credi di avere la vittoria in tasca e sei carico a mille, ecco che ti piantano in asso. Ah, le donne…

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.