«ULTIME NOTIZIE DI CRONACA - PGR» la recensione di Rockol

PGR - ULTIME NOTIZIE DI CRONACA - la recensione

Recensione del 17 apr 2009 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Bello, disarmante, straziante. Sono tanti gli aggettivi che vengono in mente ascoltando “Ultime notizie di cronaca”, il nuovo disco dei PGR. Molti di questi aggettivi vengono in mente sapendo che è l’ultimo capitolo di una storia gloriosa, una delle più belle della musica italiana. Giovanni Lindo Ferretti dice che non ha più l’età per far parte di una band, lui che ora è tornato sul suo Apennino, e che ha fatto un percorso umano, artistico e spirituale che ha stupito – anche indignato - i fan della prima ora.
Sta di fatto che “Ultime notizie di cronaca”, pur essendo nato per onorare un vecchio contratto discografico, è un gran disco. Un onere trasformatosi in onore, una degna chiusura di una fase.
Non è un disco leggero, non lo sono stati mai i gruppi di Feretti. E chi vorrà trovarci qualche spunto per incavolarsi, per leggere i testi delle canzoni alla luce delle prese di posizioni pubbliche di Ferretti potrà anche farlo. La verità è che le 9 cronache del disco dimostrano soprattutto che la chimica tra Ferretti, Maroccolo e Canali è ancora fortissima, nonostante questo lavoro sia stato pensato soprattutto a distanza.
Musicalmente il disco prende le mosse dalle influenze elettroniche del primo album del gruppo, quello a cui lavorò Hector Zazou. Su queste influenze – ora territorio di Maroccolo – si innestano le chitarre e il rock di Canali. I tre dicono che questo è il vero secondo album del gruppo, come se “D’anime e d’animali” fosse stata una parentesi. Ed è vero, in larga parte.
Il punto è che Ferretti è sempre stato un punkettone provocatore, e continua ad esserlo anche oggi: epico, aggressivo, cantilenante. Le 9 cronache si distinguono sostanzialmente in private - quelle che accennano al ritorno di Ferretti sugli Appennini, alla sua famiglia (“Cronaca filiale”) – e canzoni più pubbliche, soprattutto le tre “Cronache di guerra”, quelle in cui si sentono gli echi musicali più riconoscibili della storia del gruppo - su tutte “Cronache di guerra 2”. Sono questi i brani in cui Ferretti torna a scioccare con le sue parole, come ha sempre fatto; alcuni temi sono riconoscibili – l’avversione per un certo pacifismo militante, altri accenni a temi più recentemente cari a Ferretti. Ma il percorso musicale e lirico non è in discussione: è coerente, come coerenti ed onesti sono sempre stati questi musicisti.
"Certo le circostanze non sono favorevoli. E quando mai?", canta Ferretti nel brano d'apertura. Esattamente: da queste circostanze è nato un canto del cigno - perdonate la metafora banale - una fine degna della grandezza di questo nucleo di musicisti, un disco da ascoltare con attenzione, e con gratitudine. Per grazia ricevuta, appunto.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.