«SATURNALIA - Gutter Twins» la recensione di Rockol

Gutter Twins - SATURNALIA - la recensione

Recensione del 14 mar 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

I nomi di Greg Dulli e Mark Lanegan sono ben conosciuti da chi segue il rock, soprattutto da chi è cresciuto con quello degli anni '90. Dulli ha guidato gli Afghan Whigs prima, i Twilight Singers poi; Lanegan uno dei gruppi più particolari dell'ondata grunge, gli Screaming Trees, prima di imbarcarsi nella carriera solista.
Sono due nomi apprezzati molto in Italia, dove passano spesso a suonare e a collaborare con nostri artisti come gli Afterhours. Lanegan e Dulli si sono fatti vedere più volte assieme sullo stesso palco, dalle nostre parti.
Non si esagera quindi, se si dice che il disco a due mani e due voci tra questi due artisti – sotto lo pseudonimo Gutter Twins – è uno dei più attesi dell'anno, nel giro del rock indipendente. Se si pensa poi che esce per la Sub Pop, ovvero per quel che resta dello storico marchio che ha lanciato il suono di Seattle...
Per la verità i precedenti del duo sono contraddittori: è capitato di vederli suonare assieme – l'ultima volta fu nel dicembre 2006, con Lanegan ospite dei Twilight Singers, e dubitare fortemente che la voce squillante e irregolare di Dulli potesse amalgarsi con quella profonda e baritonale del collega; poco prima era uscito un Ep sempre dei Twilight Singers dove invece funzionavano egregiamente assieme.
Insomma, nessuno dubitava dell'affiatamento tra i due, ma sulla lunga distanza si preannunciava interessante capire come sarebbero andati i Gutter Twins. La risposta è questo ottimo “Saturnalia”: 12 canzoni di rock scuro e malato come solo due geni del genere sanno scrivere. La sensazione però, è che non ci sia il colpo di genio, e che questo disco sia esattamente quello che si possa aspettare chi già conosce le loro carriere artistiche. Insomma: il prodotto quasi sempre è la somma dei fattori originali, senza grandi soprese. In alcuni casi è chiaramente la penna di Dulli a prevalere, come nel rock sincopato e fatto di pieni/vuoti di “The station” e “God's children”, canzoni che ricordano da vicino le strutture musicali dei Twilight Singers. In brani come “Seven stories underground” o “Bete noire” è invece la mano di Lanegan, quella più vicina al cantautore dark alla Tom Waits, a farsi sentire. A fare i pignoli, ci sarebbero voluti più brani come "Each to each", che esemplificano le grandi potenzialità della fusione totale di queste due menti musicali.
Pignolerie a parte: “Saturnalia” è un gran disco, consigliatissimo a chi ama il genere. Sarà curioso vedere come verrà messo in scena – come verrà rivisitato il vecchio repertorio personale – quando i Gutter Twins verranno in Italia il prossimo aprile, il 23 a Roma e il 24 a Milano.

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