«THE INFORMATION - Beck» la recensione di Rockol

Beck - THE INFORMATION - la recensione

Recensione del 18 ott 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Quel diavolo di Beck sa come fare notizia: questa volta in un modo tanto semplice quanto geniale. Questo suo nuovo disco, ha una copertina bianca di carta millimetrata, personalizzabile con adesivi inclusi nella confezione. In Inghilterra, non si capisce per quale motivo, questa copertina è stata considerata una "pratica sleale" , ed è stata messa in dubbio la sua eleggibilità all'inclusione delle classifiche di vendita.
Ma la notizia vera è un altra: “The information” arriva a poco più di un anno da “Guero”, ed è il (bel) disco che Beck avrebbe dovuto fare allora. “Guero” era un album che si notava sopratutto perché riportava Beck ai suoni meticci dopo il folk malinconico di “Sea change”. Punto. In realtà, alla lunga era un disco troppo prevedibile, con qualche bella canzone, ma che ha stufato subito.
Tutto questo non succederà con “The information”, che riunisce Beck con Nigel Godrich, storico produttore dei Radiohead e di “Sea change”. Questo nuovo disco non è cantautorale come quest'ultimo, ma unisce il meglio di quel mondo – ovvero i suoni naturali di chitarre acustiche, piano, e strumenti suonati veramente – con il meglio del mondo tipico di Beck – l'elettronica, il cut-up e campionamenti.
Insomma, Beck è tornato alle origni, come dimostrano brani come “No complaints” o “Motorcade”, con quelle chitarrine su cui si innestano suoni strani. Certo, ci sono brani quasi tutti elettronici, alla “Guero”, come “1000 BPM”. Ma poi ci sono canzoni che lasciano davvero il segno come l'1-2 “Cellphone's dead” - “Strange apparation”. Entrambi iniziano con un piano alla Rolling Stones, ma la prima si trasforma in un cut-up alla “Loser”, mentre la seconda va avanti su questa strada, fino a diventare una delle canzoni più belle scritte da Beck.
Se, come era successo a chi scrive, “Guero” vi aveva annoiato e vi aveva fatto pensare che, in fin dei conti, di un altro disco di Beck si poteva anche fare a meno, avete l'occasione buona per cambiare idea, e tornare ad amare questo pazzo musicista. Niente di nuovo, forse: le sue idee migliori di oggi sono molto simili a quelle degli esordi. Ma questa volta le canzoni e la fusione di suoni diversi funzionano che è un piacere.

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