«LA VERITA' SUL TENNIS - Virginiana Miller» la recensione di Rockol

Virginiana Miller - LA VERITA' SUL TENNIS - la recensione

Recensione del 08 mar 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Oggi, 8 marzo, giorno della finale del FestivaldDella Canzone Italiana – meglio conosciuto come Sanremo – attiriamo l’attenzione di chi si avventura nello spazio recensioni di Rockol su di un gruppo italiano “altro” rispetto a questo ambito. Oddio, sarebbe fantastico vedere i Virginiana Miller sul palco del Festival, ma si può essere certi che non accadrà mai: le canzoni del gruppo toscano sono troppo intelligenti, troppo colte – senza essere seriose – e troppo ironiche perche qualcuno si arrischi a selezionarle e proporle al grande pubblico. Eppure, anzi per fortuna, anche questa è la “Canzone Italiana”.
Per apprezzare questo disco – il quarto della band, considerando il live “Salva con nome” – bisogna partire dalla copertina. Che in questo spazio di Rockol è miniaturizzata ma che vale la pena ammirare in tutto il suo splendore: per chi volesse vederla meglio, rimandiamo al link della casa discografica www.scioperorecords.it/virginiana_miller.html.
E’ esattamente tutto quello che dovrebbe essere la copertina di un disco: un perfetto “paratesto”, per dirla in termini di critica letteraria: una sorta di “soglia” di ingresso, che incuriosisce il possibile lettore/ascoltatore dicendogli qualcosa - ma non troppo - del contenuto. La foto maliziosa di una tennista vista "dal basso" è l’illustrazione perfetta della canzone che dà il titolo all’album, “La verità sul tennis”, racconto dell’infatuazione un po’ morbosa per una bella giocatrice. Ma rappresenta perfettamente l’immaginario suadente e divertente di questo gruppo, sempre melodico ma mai banale. Sempre originale nel punto di vista tanto quando canta le virtù dell’Aerosol, quanto quando ipotizza nuove sigle per un cartone animato (“Un’altra sigla per Harlock”), quando scrive un “Requiem per la RAI” o quando canta le virtù di Milano (ma solo come “città romantica" dopo una rapina in banca) e così via.
Insomma, i Virginiana Miller sono intelligenti ma non intellettuali: anche nelle scelte musicali, che si esplicano in canzoni dalla struttura mai troppo complessa, ma neanche mai troppo scontata. Il bello è che, alla fine, i Virginiana Miller non assomigliano a nessuno se non a se stessi.
Insomma, questo “La verità sul tennis” è davvero un bel disco. Un’alternativa musicale consigliatissima per evadere, con la testa e con le orecchie, dall’invasione sanremese di questi giorni.

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