DESAPARECIDO

Cgd East West (CD)

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di Ivano Rebustini

Durante l’estate, riscopriamo album classici della musica italiana, con recensioni dall’archivio di Rockol. 

 

Non si dovrebbe fare, ma da quando il CD ha soppiantato il vinile, la modalità random offre l’opportunità un po’ dada di ascoltare i brani d’un disco in ordine casuale. Nessuno sano di mente si sognerebbe mai di leggere il settimo capitolo di un romanzo prima del terzo e dopo il diciottesimo, ma ormai così va il mondo. Non siete comunque chiamati a tanto: vi si chiede solo di cominciare l’assaggio del primo, vero lavoro dei Litfiba (Lit, l’Italia; fi, Firenze; ba, via dei Bardi: bella fantasia, eh?) dalla traccia numero cinque, “Tziganata”. Ebbene, dopo venti secondi di una saltellante intro a base di tastiere un po’ anni Settanta, arriva una rullatona di Ringo De Palma che racconta questo album più della chitarra un po’ legata di Ghigo Renzulli, più anche - scusassero i fans a oltranza - degli ormoni vocali in libertà del cantante Piero Pelù. Un Pelù non ancora “hairy muscle” (il ragazzo dopo tutto deve compiere 23 anni), ma in qualche modo già avviato sulla strada - buona o cattiva, è questione di gusti - che l’avrebbe portato sulle pagine di “Max” e ai duetti con Mina o Morandi (“duetti terzetti a volte falsetti e via la tournée...”, lo prenderà in giro l’amico-nemico Renzulli con i nuovi Litfiba di “C'est la vie”).

 


Il drumming di De Palma (poi nei CCCP fino a quando, giugno ’90, il suo battito si fermerà per sempre) è pura energia, è entusiasmo… Per dirla con le parole del bassista Gianni Maroccolo - migrato alla corte di Giovanni Lindo Ferretti col batterista e con il tastierista Francesco Magnelli, in questo “Desaparecido” solo collaboratore del titolare Antonio Aiazzi -, Ringo (che si chiamava in realtà Luca De Benedictis, e dal nome d’arte qualcosa in più si capisce) ”era il rock”. I Litfiba, invece, il rock lo volevano fare e ci provavano: un rock tutto sommato elementare, verrebbe da dire “in bianco e nero”, ma al tempo stesso con qualche pretesa, contaminato già nei titoli - la title track, “Istanbul” (con la voce di Lu Rashid), la stessa “Tziganata” - da altri mondi, non solo musicali.
Se un merito va ascritto ai Litfiba, è quello di averci sempre creduto, fin dall’80, quando - senza Pelù - il nucleo originario della band, capitanato da Renzulli, cominciò a sgomitare sui palchi all’aperto e negli studi discografici “alternativi” di Firenze. Nel settembre 1986, un anno e mezzo dopo “Desaparecido”, quando partecipano al concerto "La musica contro il silenzio" in piazza Politeama a Palermo, insieme ai Litfiba ci sono fra gli altri Gaznevada e Diaframma, Denovo e Moda: tutti nomi che se va bene oggi sono storia, senza nemmeno esse maiuscola. I Litfiba e il loro vecchio cantante, invece - sia pure sparpagliati da una battaglia (anche legale) senza esclusione di colpi, in questo senso buoni discepoli dei litigiosissimi New Trolls - sono ancora lì, pur se la band senza Pelù ha il sentore un po’ muffoso di certe reunion d’Oltremanica e d’Oltreoceano, e il cantante senza il gruppo ha finito col vendere definitivamente l’anima rock a un Satana che non è certo quello della sua vecchia canzone.
Comunque sia, tornando a “Desaparecido”, perché è di questo che forse si stava parlando, non sarà “l’imprescindibile punto d’avvio della nuova musica italiana per il mondo” di cui scrive Federico Guglielmi nelle note di copertina, ma certo costituisce una sorta di spartiacque tra gli albori del nuovo rock italiano, quello suonato dai ragazzi che all’epoca di Banco e Pfm andavano alle elementari o magari all’asilo, il suo sviluppo e se vogliamo la sua deriva. E di questo spartiacque, detto di Ringo, estrapolata l’atipica “Pioggia di luce” (nella quale il jazzista Hanno Rinne spiega a Renzulli come si suona la chitarra), restano - se non i suoni delle tastiere, un po’ troppo Hit Bontempi - la voglia di provarsi e provarci, cantare la “Guerra” pensando alla pace, Marlène che suona la ribeca, restano Piero-Chao, il riff di “Eroe nel vento”, il vento che spazza domande e risposte insieme alle bacchette di Ringo e al “bambino che gioca con il mare”.

TRACKLIST

01. Eroi nel vento
02. La preda
03. Lulù e Marlène
04. Istanbul
05. Tziganata
06. Pioggia di luce
07. Desaparecido
08. Guerra