«IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI - Statuto» la recensione di Rockol

Statuto - IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI - la recensione

Recensione del 29 mag 2002

La recensione

Non devono avere fatto molte considerazioni sulla vendibilità del prodotto gli Statuto quando hanno deciso di registrare questo disco. L’Italia del 2002 infatti non è certo il migliore dei mercati possibili per una sorta di concept-album che racconta sostanzialmente la vita da mod così come l’ha vissuta finora il cantante della band Oscar Giammarinaro. Gli argomenti di base vengono forniti dal libro che lui stesso ha pubblicato recentemente, anch’esso intitolato “Il migliore dei mondi possibili”, in cui ha raccolto episodi veri legati alla sua storia di modernista militante e alla carriera del gruppo. Né il libro né l’album seguono un filo cronologico, procedendo invece per brevi flash che catturano un momento o un personaggio particolare. Per accompagnare queste storie, la band ha scelto di tenersi nei limiti di un’area familiare, delimitata da soul e ska (beninteso, senza le influenze punk e hardcore tipiche degli ultimi anni). Per dare un’idea, diciamo che i modelli di riferimento sono i vecchi dischi Two Tone e i primi Dexys Midnight Runners, rielaborati con stile sciolto e senza fastidiose scopiazzature. Una nota dolente arriva dalle parti cantate del leader, credibile e divertente nei panni dell’officiante del culto mod, ma dotato di un timbro un po’ debole per brani che richiederebbero potenti voci nere. L’altro limite del disco è quello di essere una sorta di colonna sonora a un album di fotografie di famiglia, una chiamata a raccolta per iniziati. Chi non ha particolare passione per parka e lambrette può ritrovarsi in un brano come “Cos’è?” (di cui è coautore Paolo Belli), che rievoca la botta da successo improvviso e la breve stagione “mainstream” degli Statuto seguita alla partecipazione al festival di Sanremo, ma altri pezzi come “Barcellona”, “Sole mare” (dove compaiono come ospiti i Righeira) o “Paninaro” sembrano destinati soprattutto a quelli che vivevano la propria versione di “Quadrophenia” nei poco favolosi anni ‘80. E il peana al popolo della curva da stadio “Vita da ultrà” si presta a qualche obiezione da parte di chi fatica a capire le risse per l’onore della bandiera senza per questo gradire il moralismo da trasmissione sportiva in TV. Dunque un disco da bocciare? Se lo stile mod non vi dice nulla, probabilmente sì. Ma il sottoscritto ha ancora da qualche parte dei badge degli Who, pensa che la versione migliore di “Tainted love” sia quella di Gloria Jones (un classico del northern soul), ha sempre avuto un debole per Paul Weller e detestato di cuore i paninari. E quindi non è proprio in vena di bocciature.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. Intro
02. Cos’è?
06. Joe
08. Come me
09. Nemmeno tu
11. Paninaro
13. Barcellona
14. Ribelli senza età
15. Autro
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.