«WAKE UP AND SMELL THE COFFEE - Cranberries» la recensione di Rockol

Cranberries - WAKE UP AND SMELL THE COFFEE - la recensione

Recensione del 30 ott 2001

La recensione

Con Stephen Street tornato nuovamente ad occuparsi della produzione - era stato lui l’artefice del successo di “Zombie” - i Cranberries pubblicano “Wake up and smell the coffee” senza l’angoscia di dare un seguito all’agguerrito “Bury the hatchet”, ma tentando piuttosto di ricucire un filo tra la natura malinconica dei primi album e un certo minimalismo d’insieme che sembra ormai essersi impossessato della musica del gruppo. Di fatto, “Wake up and smell the coffee” è sin troppo uguale, nelle chimiche e nelle dinamiche, a quanto già fatto in passato dagli stessi Cranberries, se non fosse per quella atmosfera domestica che ne permea le canzoni. Dolores si descrive più profonda e matura, elogia il trascorrere del tempo ma scrive anche “Never grow old”, sembra muoversi finalmente a suo agio nel presente e regala nuove prove di cantato che suonano indubbiamente piacevoli. Peccato che, nascosto da qualche parte, in questo album incomba il rischio della sindrome da “già sentito”, ossia da copia carbone dei dischi precedenti. Dove infatti i Cranberries iniziano a mostrare la corda - ma in questo senso i primi sintomi erano già evidenti qualche anno fa - è proprio sulla varietà melodica e sulle soluzioni puramente musicali che mettono in mostra su questo album: o meglio, che non mettono in mostra, visto che alla fine, se non fosse per una produzione morbida ed estremamente evocativa, le canzoni qui presenti potrebbero appartenere a qualsiasi album dei Cranberries. Non sta a me adesso rivangare l’ozioso dibattito relativo allo stile di un gruppo, al fatto che ogni artista in fondo dice la stessa cosa per tutta la vita, e che male c’è a fare canzoni sempre simili tra loro se al pubblico piacciono eccetera. Molto più umilmente, mi viene da dire che il disco dei Cranberries non offre novità particolari dal punto di vista musicale, e che le loro canzoni sembrano aver perso un po’ la loro ragion d’essere nel panorama odierno. “Wake up and smell the coffee” suona come un disco ammaliante e cantilenato, piacevole a tratti ma sostanzialmente innocuo, eccezion fatta per un paio di episodi, come il singolo “Analyse”, “Every morning” e la conclusiva “Chocolate brown”.
(Luca Bernini)

TRACKLIST

01. Never grow old
02. Analyse
03. Time is ticking out
04. Dying inside
05. This is the day
06. The concept
07. Wake up and smell the coffee
08. Pretty eyes
09. I really hope
10. Every morning
11. Do you know
12. Carry on
13. Chocolate brown
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