«MARS / VENUS - Koffee Brown» la recensione di Rockol

Koffee Brown - MARS / VENUS - la recensione

Recensione del 10 apr 2001

La recensione

La prima cosa che viene in mente, dopo aver appreso che il duo Koffee Brown non è costituito da un fratello e una sorella, nè da due amici, ma da una coppia, è la storica unione tra Ashford & Simpson. Il paragone potrà sembrare azzardato (i Koffee Brown non hanno ancora scritto pagine indelebili nella storia del soul), ma era da tanto che un po’ di sano romanticismo non attraversava la musica R&B. A parte le autentiche scintille tra Vee e Fonz aka Koffee Brown, “Mars/Venus” pone l’accento sulle tematiche di coppia, interpretate contemporaneamente da due punti di vista: quello maschile e quello femminile. Il risultato è molto gradevole, così argomenti come tradimento, fedeltà, amore, matrimonio e famiglia, assumono una versione molto più credibile. E’ già capitato di ascoltare duetti uomo/donna o anche donna/donna su questi temi, ma chi li cantava non li condivideva con l’altro/a e stavolta, anche se le storie raccontate potrebbero essere fittizie, suonano come reali. Balzati all’attenzione con il singolo “After party”, Koffee Brown in perfetta simbiosi con l’ex Naughty By Nature, Kay Gee, offrono molto più che un “one hit wonder”. Kay Gee è stato a suo tempo il responsabile del successo delle Zhanè e non si puo’ certo dire che abbia dimenticato quella esperienza. L’album si apre con “Weekend thing”, molto più che una semplice citazione a “Groove thang” delle Zhanè, il cui sound la richiama direttamente. Simile nel titolo, forse non direttamente citata, ma echeggiante (anche se un bel po’ “rallentata”), la canzone “Didn’t mean to turn you on” infatti ricorda l’omonimo successo di svariati anni fa di Cherrelle. “All those fancy thing” sembrerebbe invece un’ennesima produzione di Rodney Jerkins, ma è solo l’esempio di un trend ormai ricco di imitazioni. Che dire di “I got love”? Non ricorda forse “Westside” di TQ? Ascoltando “Hater’s disease” ci si attende da un momento all’altro l’arrivo di R.Kelly, ma anche qui si tratta di una “libera ispirazione”.
Fin qui si direbbe un disco per nulla originale e forse lo è davvero, tuttavia “Mars/Venus” non fa storcere il naso. L’album prende tutto quello che serve: ballads, ritmo ballabile, suoni già sentiti, storie tristi e storie allegre, e traduce il tutto in un album che sceglie di tenersi in piedi da solo, senza quindi particolari partecipazioni di altri artisti che possano fare la differenza (questo suona davvero già come una sensibile novità e le presenze di Lil’ Mo e R.L. dei Next non sono affatto evidenziate).
”Mars/Venus” è una questione di punti di vista, quello femminile e quello maschile e musicalmente, nonostante tutto, risulta piacevole da ascoltare in sottofondo. Siamo molto lontani però da Ashford & Simpson!

(Alessandra Zacchino)
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