Recensioni / 21 gen 2019

Pierguido Asinari - L’EMOZIONE NON HA VOCE - la recensione

Voto Rockol: 3.5 / 5
L’EMOZIONE NON HA VOCE
Pierguido Asinari

Pierguido Asinari insegna Metodologia dell’educazione musicale all’Università di Torino. E, per quanto abbia cercato di non farlo pesare, si sente che è un tecnico, lo si capisce dalle schede su fondino grigio dedicate ad alcune delle canzoni-chiave della discografia di Gianni Bella. Si capisce anche, perché lo racconta lui, che è in eccellenti rapporti personali con l’artista, con il quale può vantare una lunga frequentazione; il che rende questo libro a rischio di agiografia. 

Intendiamoci: chiunque tratti la canzone leggera italiana con la serietà e la competenza che merita è il benvenuto, e so benissimo per primo che riuscire a trovare dati credibili in merito ai numeri effettivi di vendita sia non difficile, ma impossibile. Tuttavia, e per fare un esempio, che “Non si può morire dentro” abbia venduto nel 1976 due milioni di copie mi pare un po’ un’esagerazione (pronto a scusarmi se il dato – di cui non è indicata la fonte - fosse confermato).

Ma al di là del libro medesimo, che complessivamente ha una struttura un po’ disordinata – per i miei gusti almeno – il merito dell’autore è quello di accendere un faro su uno dei musicisti più validi e anche, purtroppo, più sottovalutati della scena leggera italiana; lo dico per esperienza diretta, perché con Gianni Bella ci ho lavorato. E proprio perché ci ho lavorato posso dire che certi giudizi (riportati dall’autore, ma ascrivibili a Gianni) riguardanti persone dell’ambiente discografico mi paiono un po’ troppo sbrigativi, e comunque avrebbero meritato una verifica presso gli interessati.

Non condivido con l’autore la convinzione che Gianni abbia dato il suo meglio nella collaborazione con Mogol; ma qui è questione di gusti, si sa. 

Il libro è svelto, si legge velocemente, e ha il pregio di riportare alla memoria canzoni oggi abbastanza dimenticate, e immeritatamente. E non fosse che per questo, merita apprezzamento.

Franco Zanetti